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Per la prima volta dalla fine della dittatura militare, un generale potrebbe diventare Presidente del Guatemala. Il favorito per le elezioni presidenziali, che si terranno domenica 11 settembre, è Otto Perez Molina, 61 anni, ex generale e candidato del partito di destra Partido Patriota.
Secondo le ultime rivelazioni, riportate dal quotidiano spagnolo El Paìs, dei dieci candidati solo tre potranno veramente competere con Pérez Molina: Eduardo Suger, del partito della destra liberale Compromiso, Renovación y Orden, (CREO), il populista Manuel Baldizón, candidato per il partito Libertad Democrática Renovada (LIDER) e l'ex pastore evangelico Harold Caballeros, candidato per la coalizione tra Visión y Valores (VIVA) e Encuentro por Guatemala.
Pérez Molina ha ricoperto il ruolo di direttore dei servizi segreti militari e di ispettore generale dell'esercito. Nel 1983 ha appoggiato, insieme ad altri ufficiali dell'esercito, il colpo di stato del ministro della Difesa Óscar Mejía contro il presidente Efraín Ríos Montt.
Il periodo elettorale in Guatemala è accompagnato da un'escalation di violenze che, fino al 30 giugno, ha già causato 35 vittime. Inoltre alcune fonti diplomatiche hanno espresso la loro preoccupazione per gli enormi costi della campagna elettorale, che spesso riceve finanziamenti da fonti oscure.
Il capo della missione di osservatori dell'Organizzazione degli Stati Americani, José Octavio Ordonez, ha dichiarato che questa campagna è già la più costosa nella storia del Guatemala. "Hanno superato i limiti consentiti dalla legge", ha commentato, e la preoccupazione maggiore è " che non sappiamo da dove viene quel denaro".
Negli ultimi hanno il governo non è riuscito ad arginare l'espansione del traffico di droga: il cartello Los Zetas, molto attivo in Messico, ora ha preso il controllo del nord del Guatemala.