08/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Tra i fermati, il proprietario di un internet point dal quale sarebbe stato spedito un messaggio di rivendicazione. I sospetti si concentrano su un gruppo pachistano della galassia qaedista

Svolta nelle indagini sull'attentato di ieri in un tribunale del centro di Nuova Delhi in cui sono morte 12 persone.

La polizia ha fermato quattro persone, tutte nella regione del Kashmir, quella sottoposta ad amministrazione indiana ma rivendicata anche dal Pakistan. Gli inquirenti hanno intercettato una mail di rivendicazione spedita da un internet cafè, a nome di un gruppo, Harkat-ul-Jehadi Islami (Huji), ritenuto parte della galassia qaedista pakistana.

Uno dei quattro sarebbe il proprietario del locale, Mehmood Aziz, che al momento si difende sostenendo di non avere nulla a che fare con quel messaggio, che i suoi clienti sono in prevalenza studenti e di non essere in grado di identificare il ragazzo con lo zaino che mercoledì avrebbe chiesto di usare un computer. Per i servizi di sicurezza indiani, che devono ancora accertare l'autenticità della rivendicazione, è troppo presto per trarre conclusioni.

Huji è una formazione responsabile di attentati in Bangadlesh, India e Pakistan. A giugno, il leader del gruppo, Ilyas Kashmiri, è rimasto ucciso nell'attacco sferrato da droni americani. La polizia, inoltre, è sulle tracce dell'auto notata nei pressi del tribunale poco prima dell'esplosione. Da lì, secondo gli investigatori, sarebbe sceso l'uomo che ha piazzato la valigetta imbottita di esplosivo al primo check-point di sicurezza.

Categoria: Politica, Religione, Armi
Luogo: India