06/09/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Gli indignados spagnoli protestano contro la modifica all'articolo 135 della Costituzione, che vieterebbe un disavanzo pubblico superiore allo 0,4 per cento del Pil

Oggi i maggiori sindacati spagnoli, Comisiones Obreras e Union General de Trabajadores, sfileranno in piazza a Madrid per chiedere che la riforma costituzionale che limita il deficit dello Stato sia sottoposta a un referendum.

La riforma è stata approvata venerdì scorso al Congresso con i voti del Psoe, del Pp e dell' Upn e verrà discussa oggi in Senato.

Il corteo partirà alle 19,00 dalla centrale Plaza de Cibeles per sfilare fino Puerta del Sol, luogo simbolico degli indignados spagnoli.

Manifestazioni previste anche a Saragozza, Logrono e Santiago de Compostela. A Barcellona si terrà una marcia indetta dai principali sindacati che partirà da piazza Urquinaona per raggiungere la Pla de Palau.

La riforma prevede la modifica dell'articolo 135 della Costituzione e vorrebbe impedire, attraverso una legge organica, un deficit pubblico superiore allo 0,4 per cento del Pil per l'insieme delle pubbliche amministrazioni a partire dal 2020. Candido Mendez, segretario generale dell'Ugt, ha dichiarato che la riforma "risponde a una teoria economica discutibile" e che provocherà ritardi nella ripresa dell'economia.

Contro la misura, sindacati, associazioni sociali e 'indignados' hanno già manifestato in varie città iberiche il 31 agosto e l'1 settembre scorsi.