23/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



L’odissea dei naufraghi della Cap Anamur si è conclusa a bordo di due aerei
Cap AnamurE’ stata secca la decisione del Viminale, che ha decretato l’espulsione e il rimpatrio coatto di tutti gli ospiti scomodi, meno uno, l’unico minorenne dei 37 che per oltre venti giorni hanno atteso a bordo della nave tedesca il permesso – mai ottenuto – di entrare in Europa. Dopo alcune indagini e le pratiche di identificazione, il ministro dell’Interno Pisanu non ha avuto più dubbi sulla loro provenienza, tema su cui si è dibattuto a lungo: “Sono tutti ghanesi e nigeriani – ha commentato Pisanu – e non hanno alcun diritto al riconoscimento dello status di profughi”. Eppure le notizie riportate da chi era salito a bordo della nave per portare viveri o semplicemente assistenza umanitaria non corrispondono ai risultati delle indagini condotte dalle nostre autorità.
 
In principio, tutti i naufraghi avevano dichiarato di provenire dal Darfur, nel Sudan occidentale, dove dal febbraio 2003 si combatte una guerra che semina l’orrore tra la popolazione civile. Questo avrebbe potuto avvantaggiarli – almeno sulla carta – nella pratica di richiesta d’asilo, che si ottiene più facilmente se si dimostra di venire da un paese in conflitto. Alcuni operatori umanitari accorsi sulla Cap Anamur avevano fatto una breve verifica, giungendo alla conclusione che solo parte di loro provenisse effettivamente dal Sudan. Gli altri - sostenevano - venivano da altre zone disastrate dell’Africa occidentale, probabilmente Liberia e Sierra Leone.
 
Appena sbarcati a Porto Empedocle, il 13 luglio scorso, le autorità avevano subito fatto sapere che si trattava di ghanesi e nigeriani, con una prontezza e una rapidità che destavano qualche dubbio. Rinchiusi nel Centro di permanenza temporanea di Agrigento e poi trasferiti in quello di Caltanissetta, sembrava ormai chiaro che l’espulsione fosse solo una questione di giorni.
 
La Germania aveva respinto le loro richieste di asilo e Malta, coinvolta in quanto primo paese toccato dai naufraghi quando la Cap Anamur ha transitato per le acque maltesi con loro a bordo, non ne voleva sapere. La pronuncia della Consulta del 15 luglio scorso, che giudicava incostituzionali due articoli della legge Bossi-Fini sull’espulsione immediata degli immigrati clandestini, non bastava a trattenerli sul nostro territorio. Il 20 luglio cinque naufraghi, da poco trasferiti al Cpt romano di Ponte Galeria sono stati fatti salire su un aereo diretto a Lagos. E ieri altri 25 sono stati fatti rimpatriare in Ghana. Ma c’è un lato oscuro nella vicenda di ieri mattina. Inizialmente i naufraghi espulsi erano stati fatti salire a bordo dell’aereo della Ghana Airways, il cui decollo era previsto per la mezzanotte tra mercoledì e giovedì. Tuttavia, le proteste di alcuni tra i clandestini avrebbero innervosito le forze dell’ordine e a bordo ci sarebbero stati dei disordini. Sei persone sono state fatte scendere per essere portate in una stanza dell’aeroporto. E un’attivista della Rete Asilo di Palermo, Alessandra Sciurba, ha raccontato di essere stata chiamata alle 4.00 della mattina da uno dei clandestini che aveva avuto il cellulare mentre si trovava nel Cpt di Agrigento. “Ci stanno maltrattando!”, aveva detto l’uomo alla Sciurba, che racconta di aver sentito delle grida in sottofondo, prima che la comunicazione fosse interrotta bruscamente. L’aereo è decollato solo intorno alle 5 di mattina. Secondo le autorità, i quattro che sono stati fatti scendere dall’aereo dovrebbero essere rimpatriati entro breve. Se così fosse, dei 37 naufraghi della Cap Anamur ne rimarrebbe solo uno, che avrebbe dichiarato di essere nigeriano. La vicenda lascia con l’amaro in bocca chi in Italia si era mobilitato e attivato affinché i naufraghi fossero accolti come richiedenti asilo. Nei giorni in cui la nave tedesca attendeva in alto mare erano stati innumerevoli gli appelli di membri di organizzazioni umanitarie e della società civile, molti dei quali si erano detti disposti ad offrire accoglienza ai profughi. Ma con l'imminente partenza degli ultimi protagonisti di questa sventura, anche le ultime speranze sembrano aver preso il volo.
 
Pablo Trincia
Categoria: Profughi, Migranti
Luogo: Italia