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Il governo ucraino minaccia di ricorrere alle vie legali se la Russia non acconsentirà ad abbassare il prezzo per le forniture di gas. In discussione sono i contratti stipulato dall'Ucraina con Gazprom nel 2009 in seguito ad una guerra del gas che lasciò per due settimane al freddo mezza Europa - e per i quali l'ex premier di ucraina Julia Timoshenko è ora imputata per abuso di potere.
Gli accordi del 2009 prevedono la possibilità di ricorrere all'istituto dell'arbitraggio della Camera di commercio di Stoccolma in caso di divergenze. Ed è quello che Kiev minaccia di fare, come ha dichiarato il capo dell'amministrazione presidenziale ucraina Serghi Liovochkin. Il prezzo attualmente pagato dall'Ucraina per il gas, 400 dollari ogni mille metri cubi di gas, è ritenuto infatti "svantaggioso": in dieci anni, secondo Liovochkin, potrebbe causare allo Stato un danno di 80 miliardi di dollari.
Le negoziazioni in atto tra Kiev e Mosca includono anche l'eventuale ingresso dell'Ucraina nell'Unione doganale tra Russia, Bielorussia e Kazakistan. Il governo ucraino si è sempre rifiutata di entrare nell'unione guidata dal Cremlino, dicendosi però disponibile a creare una zona di libero commercio con essa. Ipotesi che però il presidente russo Dmitri Medvedev ha definito "impossibile".