30/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Irom Sharmila si rifiuta di assumere cibo dal 2000 per protestare contro le leggi anti-terrorismo applicate ai separatisti del Manipur

Da undici anni un'attivista indiana, Irom Sharmila, è in sciopero della fame per protestare contro le leggi applicate dai militari contro la guerriglia separatista del Manipur, a nord-est del Paese.

Sharmila si rifiuta di assumere cibo da novembre 2000, quando assistette alla strage di 10 civili da parte di forze della sicurezza. Ora si trova agli arresti in ospedale, dove viene nutrita a forza con un sondino nasale.

La sua storia non è riuscita ad attirare l'attenzione dell'opinione pubblica fino ad ora, quando il mediatizzato sciopero dell'attivista anti-corruzione Anna Hazare ha contribuito a portare alla ribalta la vicenda. Hazare avrebbe espresso la volontà di andare a trovare la donna, soprannominata la "lady di ferro di Manipur".

Nella regione del Manipur sono attivi diversi gruppi indipendentisti contro i quali le autorità indiane avevano imposto lo stato d'emergenza e una legge draconiana antiterrorismo, l'Armed Forces Special Power Act (Afspa). Queste misure avevano esacerbato il conflitto e consentito continue violazioni dei diritti umani da parte dell'esercito e dei paramilitari.

Parole chiave: India, Manipur, scipero della fame, separatisti
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: India