stampa
invia
Il sito web del quotidiano algerino Echorouk riferisce che 31 membri del clan di Gheddafi hanno attraversato il confine libico per scappare in Algeria. Echorouk riporta che, oltre alla moglie del colonnello Muammar Gheddafi, Safia, e a i figli, Hannibal, Mohammad e Aisha, sono fuggiti in Algeria anche 27 nipoti e assistenti del rais. I sette veicoli che trasportavano i familiari hanno atteso 12 ore al confine di Illizi prima di ricevere il permesso di entrare in Algeria.
Un rappresentante algerino all'Onu, Mourad Benmehidi, ha difeso la decisione di Algeri di accettare i familiari di Gheddafi. Benmehidi ha dichiarato alla Bbc che nelle regioni del deserto vige "la sacra legge dell'ospitalità". Un portavoce dei ribelli ha commentato che verrà usato ogni mezzo legale per ottenere il rimpatrio dei membri del clan del rais.
Intanto l'ong americana Physicians for Human Rights rende noto un rapporto secondo il quale le forze fedeli a Gheddafi avrebbero commesso diversi crimini di guerra durante l'assedio di Misurata. Tra le accuse ci sono la pratica di utlizzare civili come scudi umani, attacchi ad ambulanze, stupri. L'organizzazione ha intervistato 54 testimoni che hanno riportato di almeno 107 civili utilizzati come scudi contro gli attacchi della Nato sulle strutture che ospitavano equipaggiamenti militari. Secondo le testimonianze almeno un autista della Croce Rossa sarebbe stato sottoposto a torture, sarebbe stata attaccata una casa di cura per invalidi e un scuola locale sarebbe stata trasformata in un centro di detenzione, dove i lealisti hanno stuprato donne e ragazze di appena 14 anni.
Parole chiave: Libia, Algeria, clan Gheddafi, crimini di guerra