02/07/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



L'arrivo a largo di Porto Empedocle della Cap Anamur si fa sempre più difficile
Cap AnamurUn'imbarcazione della Guardia di Finanza con uomini in tenuta anti-sommossa a bordo si è avvicinata alla Cap Anamur. "Sta venendo verso di noi una nave della Guardia di Finanza, a bordo ci sono uomini con caschi da tenuta anti-sommossa in testa. Crediamo che vogliano salire sulla nave. Siamo in acque extraterritoriali, a 36 gradi di latitudine nord e 013 di longitudine est. Non possono salire a bordo. Se facessero un blitz lo considereremmo un atto di pirateria" è quanto ha riferito poco fa a PeaceReporter Elias Bierdel, presidente dell'organizzazione Cap Anamur.
 
"Non siamo al corrente di una operazione di questo tipo. E non siamo autorizzati a rilasciare dichiarazioni" replica invece un anonimo dirigente della sala operativa della Guardia di Finanza di Roma.
 
Nel frattempo, la nave "Pinta", con a bordo un deputato regionale, membri di Emergency e del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) e un avvocato, sta raggiungendo la Cap Anamur con a bordo generi di prima necessità richiesti dall'organizzazione tedesca e dai naufraghi.
 
Questo il racconto della serata di ieri, di Emilia Tornatore, volontaria di Emergency e del Coordinamento Rete Asilo di Palermo, ora a bordo della "Pinta" diretta verso la Cap Anamur
 
Di pomeriggio, mentre passeggiavamo per Porto Empedocle in attesa di sapere quale sarebbe stata la sorte della Cap Anamur, veniamo raggiunti da una telefonata che ci dice di recarci immediatamente al porto.
 
Chi telefona è Giovanni Annaloro, avvocato esperto in materia di rifugiati, che arriva da Caltanissetta, su nostra richiesta, per seguire la faccenda. Lo incontriamo lungo il corso, e concitatamente ci racconta che sul molo ci sono molte decine di immigrati, seduti a terra, con Polizia, ambulanze etc.
 
Il primo pensiero: la Cap Anamur! corriamo, e ci troviamo davanti la scena descritta. Circa settanta persone sedute a terra, alcuni ci sembrano palesemente giovanissimi, minori, qualche donna; assistiti da operatori di una misericordia locale che distribuiscono loro cibo ed acqua. Il clima è assurdamente tranquillo, i visi degli immigrati tesi ma sereni, atmosfera di rassegnazione. Su un gradino, in un angolo, una signora anziana avvolta nel suo velo scuro, mangia piano una mela. Vediamo subito che non può trattarsi degli ospiti di Cap Anamur: ci sono molti maghrebini, e qualche centro africano.
 
Io, Enrico, che è il "mio" operatore televisivo reclutato sul campo, nonchè componente locale dell'Osservatorio Permanente sull'Immigrazione, e l'avvocato Annaloro ci avviciniamo, ci presentiamo e chiediamo spiegazioni ad un cortesissimo funzionario di polizia. Ci viene risposto che si tratta di persone sbarcate a Lampedusa negli scorsi giorni, che stannno per essere trasferite in un c.p.t.: il centro di accoglienza di Lampedusa in questi giorni è strapieno, gli sbarchi sono continui. Chiediamo se abbiano ricevuto assistenza legale, e se sia stato consentito a chi ne avesse eventualmente diritto di inoltrare la domanda di asilo. Ci viene risposto evasivamente che da un momento all'altro dovrebbero arrivare i funzionari dell'immigrazione. Enrico chiede di girare qualche immagine, gli viene concesso ma, dopo qualche secondo, un altro funzionario di polizia ci prega di allontanarci. Proviamo a protestare ma è irremovibile.
 
Decidiamo di restare all'interno del porto per capire la situazione. Qualche ora dopo, senza che siano riusciti a parlare con alcun funzionario dell'immigrazione, gli immigrati vengono portati via, a piccoli gruppi su pulmini, da un'uscita opposta al lato in cui ci troviamo. Saranno portati, così ci dicono in contraddizione con le informazioni avute precedentemente, alla stazione, dopo avere ricevuto il documento di espulsione.
 
Ci torna in mente quella donna anziana, che non vediamo più. Dove dormirà stanotte, forse su una panchina alla stazione, dove andrà, cosa mangerà?
 
Scene che, troppo spesso, vediamo ripetersi in altre stazioni dove gli immigrati vengono sovente lasciati, senza assistenza, senza conoscere la nostra lingua, senza mezzi, dopo aver ricevuto il foglio di espulsione. Se saranno bravi, riusciranno a rimanere in Italia da clandestini. Se verranno presi dalla polizia o dalla polizia ferroviaria, li attende il c.p.t.
 

Categoria: Profughi, Migranti
Luogo: Italia
Pubblicità