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Un ragazzo di 14 anni è stato ucciso la scorsa notte durante una manifestazione di protesta a Santiago del Cile. Secondo le testimonianze di alcuni suoi amici, il minore, di nome Manuel Gutiérrez Reinoso, si trovava in mezzo alle proteste in corso nel quartiere di Jaime Eyzaguirre, quando un proiettile di grosso calibro sparato dalla polizia lo ha colpito in pieno petto. Era circa mezzanotte, e, dopo poco meno di un'ora, nonostante i soccorsi siano intervenuti tempestivamente, il ragazzo è spirato.
Lo sparo è partito da una camionetta dei carabinieri che si è diretta sul luogo della contestazione, effettuando almeno tre colpi di arma da fuoco, di cui uno ha colpito fatalmente il ragazzo. La famiglia del ragazzo ucciso ha già dichiarato l'intenzione di sporgere denuncia.
Da diverse settimane il Cile è attraversato da pesanti contestazioni sociali, aperte dagli studenti indignados mobilitati per la riforma dell'istruzione. Solo nelle ultime tre notti, sono state 1400 le persone arrestate negli scontri tra manifestanti e polizia. Uno scenario che, secondo il sottosegretario cileno all'Interno, Ubilla, “non può lasciare indifferenti”. “Il Cile deve essere triste – ha aggiunto l'esponente del governo - perché non siamo riusciti a proseguire in modo pacifico ed ordinato a risolvere i grandi problemi e la sfida che ha il Paese”. La soluzione ai problemi, ha proseguito il sottosegretario, non si trova “tirando le pietre e aggredendo le persone”, ma “sedendosi ad un tavolo di lavoro”.