24/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Pechino vorrebbe l'elezione di un vescovo indicato dalla Chiesa cattolica ufficiale

Un gruppo di sacerdoti e laici della comunità cattolica "sotterranea" di Tianshui, nella provincia di Gansu, è stato arrestato dalla polizia cinese lo scorso fine settimana. A riferire la notizia è l'agenzia Asianews, secondo cui gli arrestati sarebbero detenuti in luoghi diversi e sottoposti a "rieducazione politica", vale a dire lavaggio del cervello. Tra questi, vi sono molti sacerdoti - padre Giovanni Battista Wang Ruohan, il vescovo emerito Casimiro Wang Milu - e decine di responsabili laici.

La diocesi "sotterranea" di Tianshui aveva mantenuto sino ad ora un rapporto tranquillo con le autorità di governo. Secondo alcuni osservatori, gli arresti sarebbero da ricollegare alla prossima nomina di un vescovo: il governo cinese vorrebbe che la comunità "sotterranea" – che, a contrario di quella ufficiale, riconosce l'autorità del Vaticano e non quella di Pechino per quanto riguarda la nomina dei vescovi – accettasse il candidato voluto dall'Associazione patriottica dei cattolici ufficiali cinesi, per evitare l'elezione di un sacerdote "sotterraneo".