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Le forze di sicurezza pachistane sono state dispiegate nelle strade di Karachi, città portuale nel sud del Paese, che negli ultimi mesi è stata teatro di tensioni etniche e politiche.
L'operazione delle forze di polizia ha portato all'arresto di 18 persone, sospettate di aver avuto un ruolo negli scontri che hanno fatto precipitare la città nel caos. Solo nell'ultima settimana, secondo la rete locale Dawn tv, almeno 115 persone sono state uccise nel conflitto.
Il ministro dell'Interno, Rehman Malik, negli scorsi giorni aveva escluso l'impiego dell'esercito a Karachi, preferendo una "operazione chirurgica" nelle zone più violente della città: Orangi, Mailr, Saddar e Lyari. A Lyiari decine di persone hanno manifestato contro l'intervento della polizia.
Alla base delle violenze ci sarebbero i contrasti tra attivisti del movimento Muttahida Qaumi Movement (Mqm), che rappresenta la popolazione di lingua urdu, e il Partito nazionalista Awami (Anp), nel quale si riconosce la popolazione che parla il pashtun. Nel corso degli ultimi mesi però, stando alle dichiarazioni delle autorità pachistane, la situazione è degenerata e lo scontro sembra interessare bande rivali del crimine organizzato.
Ieri il Muttahida Qaumi Movement aveva indetto uno sciopero generale contro l'inazione del governo.