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Un impiegato della missione Onu per la stabilizzazione della Repubblica Democratica del Congo (Monusco) è stato fermato mentre cercava di esportare illegalmente 1.500 chilogrammi di cassiterite al confine con il Rwanda. La stampa congolese riporta che l'autista, Julien Mukala, è stato arrestato dalle forze di sicurezza tra le città di Goma (Rdc) e Gisanyi (Ruanda).
La cassiterite, così come il coltan, è un minerale raro utilizzato nell'industria elettronica, in particolare nei settori della telefonia mobile e dei computer portatili.
Le Nazioni Unite hanno rilasciato un comunicato in cui garantiscono la "massima cooperazione" con il governo e il portavoce della Monusco, Manodje Mounoubai, ha dichiarato che verrà aperta un'inchiesta interna parallela.
Un rapporto di una commissione governativa del 2009 denunciava che l'80 per cento delle esportazioni minerarie del Paese sfuggono al controllo dello Stato. La Repubblica Democratica del Congo è ricca in casserite, coltan e oro.
In passato altri membri della Monusco erano stati denunciati per la cooperazione con gruppi ribelli armati o per scandali sessuali.
Parole chiave: Repubblica democratica del Congo, Monusco, Onu, contrabbando