09/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Un misto fra un'azienda e un luogo, dove vivere è importante quanto lavorare

SekemEsiste nel deserto egiziano, in piena terra islamica, una strana azienda. Forse sarebbe meglio dire che a 70 chilometri dal Cairo, - la supercaotica capitale dell’Egitto, la città più grande d’Africa, con il maggior numero di abitanti e soprattutto la città più occidentalizzata - esiste una realtà commerciale con pochi eguali al mondo. Si tratta di Sekem, località-azienda che da una decina di anni produce agricoltura biodinamica. Questa azienda ha creato, e continua a farlo, posti di lavoro.
 
Non la conoscono in molti anche se il suo fatturato supera ampiamente i 20 milioni di euro all’anno. Questa è un’impresa–comunità–località ed il suo nome, Sekem, è un vocabolo tratto dall’egiziano antico e significa vitalità data dal sole. Il fondatore, Ibrahim Abouleish, più di vent’anni fa decise di creare un angolo di paradiso in terra d’Islam. Voleva azzardare. Credeva fosse possibile perseguire intenti agricoli non soggetti alle tecniche moderne.
 
Voleva insomma creare un’agricoltura biodinamica. E così fece. Secondo i principi di antroposofia di Rudolf Stainer. Visti gli ottimi risultati ottenuti, nel 2003, la Sekem è stata premiata dal Right Livelihood Award ( il nobel alternativo a quello svedese). Sekem è stata segnalata per questo premio insieme ad altre 10 aziende al mondo dalla fondazione Schwab un’associazione filantropica che si occupa di temi sociali. Da due anni la Fondazione si prende l’impegno di segnalare al Forum Economico di Davos le aziende che hanno un alto contenuto sociale nella loro produzione.
 
SekemCon questo genere di agricoltura la Sekem mostra come un commercio moderno e solidale può unire il profitto e l’aggancio nei mercati mondiali con un metodo umanitario. Oltretutto Sekem sviluppa anche un concetto di sviluppo sociale e culturale. Ma il programma di sviluppo socio-culturale che negli ultimi venticinque anni ha reso così grande Sekem riguarda anche il livello di vita dei suoi dipendenti. Sono circa 2000 le persone che lavorano nelle sue varie divisioni.
 
Tutti i giorni, ad un’ora precisa, tutti i dipendenti di Sekem, dall’ingegnere all’operaio, si radunano in cerchio ed iniziano a raccontare ciò che hanno fatto il giorno precedente. Questo fa sì che ogni persona mantenga un senso di dignità all’interno della comunità. Ci vuole poco a scambiare Sekem per una comunità. Innanzitutto ogni divisione lavorativa ha un responsabile amministrativo che si occupa della formazione dei dipendenti, ma anche della loro condizione sanitaria. Il livello di vita a Sekem è mediamente più alto rispetto a quello degli egiziani che vivono nelle zone vicine alla città.
 
Una cosa certa è che il benessere non è dato tanto dalla retribuzione mensile quanto dalla condizione di lavoro e da quella della vita. Infatti in questa comunità vi sono corsi di alfabetizzazione, corsi di formazione professionale, scuole e divertimenti. All’interno dell’azienda vi è anche un ospedale convenzionato con il sistema sanitario egiziano. Ma Sekem vuol dire anche concerti teatri, servizi sociali. In effetti a Sekem c’è la possibilità di lavorare in modo tranquillo in quello che viene considerato uno degli ambienti più salubri che si possano immaginare. Forse l’inizio di un altro mondo possibile parte proprio dalla rifondazione del pensiero economico.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Risorse
Luogo: Egitto