Come ha scoperto il quotidiano statunitense New
York Daily News, quattro soldati della Guardia Nazionale che
hanno servito nel Paese mediorientale – senza però partecipare
attivamente ai combattimenti – sono stati contaminati dalle radiazioni
“quasi sicuramente” causate dalle particelle di uranio contenute nelle
granate sparate dall’esercito Usa.
I
quattro fanno parte della stessa compagnia, la 442esima della Polizia
Militare – composta in maggioranza da poliziotti e pompieri di New
York, e che svolge servizio di guardia ai convogli militari, di
supervisione nelle carceri e di addestramento della nascente polizia
irachena –, e insieme ad altri loro compagni lamentavano già dalla
scorsa estate una generale debolezza e l’insorgere di dolori
vari.
“All’improvviso, in giugno ho
cominciato a stare male”, ha raccontato al giornale il sergente Ray
Ramos, che come gli altri – i sergenti Hector Vega e Agustin Matos più
il caporale Anthony Donnone – ha prestato servizio nella città irachena
di Samawah. “La mia salute è peggiorata continuamente, con mal di testa
quotidiani, le dita costantemente intorpidite ed eruzioni cutanee sullo
stomaco”.
Il New York Daily News ha fatto condurre a un esperto
di medicina nucleare – il dottor Asaf Duracovic, ex colonnello durante
la guerra del 1991 – dei test su nove soldati della 442esima compagnia.
Il responso: quattro di loro “quasi certamente” hanno respirato polvere
radioattiva liberata dalle granate Usa che contengono l’uranio
impoverito. Nelle loro urine sono state trovate tracce di due diverse
forme della sostanza velenosa.
“Sono
risultati incredibili, dato che i quattro facevano parte della polizia
militare, e non partecipavano attivamente alle battaglie”, ha detto
Duracovic, uno dei primi medici ad aver scoperto livelli insolitamente
alti di radiazioni nei veterani dell’operazione Desert Storm. “Altri
soldati che hanno preso parte ai combattimenti devono per forza aver
avuto un’esposizione maggiore all’uranio”.
L’uranio impoverito, un prodotto di scarto del
processo di arricchimento dell’uranio, è stato impiegato massicciamente
negli ultimi 15 anni dagli Usa e dal Regno Unito, che inseriscono
l’elemento chimico in alcuni tipi di granate – perché penetra la
corazza dei carri armati – o nei loro stessi tank, per
aumentare la loro resistenza ai colpi nemici. E’ due volte più pesante
del piombo.
Un portavoce del Pentagono,
Michael Kilpatrick, ha ammesso che l’anno scorso, in Iraq, l’esercito e
l’aeronautica Usa hanno sparato almeno 127 tonnellate di granate
all’uranio impoverito. Non sono state rilasciate cifre sulla quantità
sparata dai marines. Secondo il portavoce, circa 1.000 soldati di
ritorno dalla guerra sono stati esaminati, e solo tre sono risultati
positivi al test dell’uranio. Tutti, però, a causa del contatto diretto
con le schegge delle granate modificate. Mentre i quattro di New York i
carri armati li hanno visti solo da lontano. E per questo ora si teme
che i loro casi possano essere solo i primi di una lunga serie. Non
solo tra i militari, ma anche tra i civili iracheni.