10/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



I primi casi della guerra in Iraq riguardano quattro militari Usa
SoldatoCome ha scoperto il quotidiano statunitense New York Daily News, quattro soldati della Guardia Nazionale che hanno servito nel Paese mediorientale – senza però partecipare attivamente ai combattimenti – sono stati contaminati dalle radiazioni “quasi sicuramente” causate dalle particelle di uranio contenute nelle granate sparate dall’esercito Usa.
 
I quattro fanno parte della stessa compagnia, la 442esima della Polizia Militare – composta in maggioranza da poliziotti e pompieri di New York, e che svolge servizio di guardia ai convogli militari, di supervisione nelle carceri e di addestramento della nascente polizia irachena –, e insieme ad altri loro compagni lamentavano già dalla scorsa estate una generale debolezza e l’insorgere di dolori vari.
 
“All’improvviso, in giugno ho cominciato a stare male”, ha raccontato al giornale il sergente Ray Ramos, che come gli altri – i sergenti Hector Vega e Agustin Matos più il caporale Anthony Donnone – ha prestato servizio nella città irachena di Samawah. “La mia salute è peggiorata continuamente, con mal di testa quotidiani, le dita costantemente intorpidite ed eruzioni cutanee sullo stomaco”.
 
Il New York Daily News ha fatto condurre a un esperto di medicina nucleare – il dottor Asaf Duracovic, ex colonnello durante la guerra del 1991 – dei test su nove soldati della 442esima compagnia. Il responso: quattro di loro “quasi certamente” hanno respirato polvere radioattiva liberata dalle granate Usa che contengono l’uranio impoverito. Nelle loro urine sono state trovate tracce di due diverse forme della sostanza velenosa.
 
“Sono risultati incredibili, dato che i quattro facevano parte della polizia militare, e non partecipavano attivamente alle battaglie”, ha detto Duracovic, uno dei primi medici ad aver scoperto livelli insolitamente alti di radiazioni nei veterani dell’operazione Desert Storm. “Altri soldati che hanno preso parte ai combattimenti devono per forza aver avuto un’esposizione maggiore all’uranio”.
 
L’uranio impoverito, un prodotto di scarto del processo di arricchimento dell’uranio, è stato impiegato massicciamente negli ultimi 15 anni dagli Usa e dal Regno Unito, che inseriscono l’elemento chimico in alcuni tipi di granate – perché penetra la corazza dei carri armati – o nei loro stessi tank, per aumentare la loro resistenza ai colpi nemici. E’ due volte più pesante del piombo.
 
Un portavoce del Pentagono, Michael Kilpatrick, ha ammesso che l’anno scorso, in Iraq, l’esercito e l’aeronautica Usa hanno sparato almeno 127 tonnellate di granate all’uranio impoverito. Non sono state rilasciate cifre sulla quantità sparata dai marines. Secondo il portavoce, circa 1.000 soldati di ritorno dalla guerra sono stati esaminati, e solo tre sono risultati positivi al test dell’uranio. Tutti, però, a causa del contatto diretto con le schegge delle granate modificate. Mentre i quattro di New York i carri armati li hanno visti solo da lontano. E per questo ora si teme che i loro casi possano essere solo i primi di una lunga serie. Non solo tra i militari, ma anche tra i civili iracheni.
 
Alessandro Ursic
Categoria: Guerra, Salute, Armi
Luogo: Stati Uniti