06/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La drammatica testimonainza di Umar Khambiev, ministro della Sanità del governo ceceno in esilio
Umar KhambievLo scorso due aprile, il dottor Umar Khambiev, ministro della Sanità del governo ceceno indipendentista in esilio presieduto da Aslan Mashkadov (eletto dai ceceni nel 1997, nell’intervallo tra le due guerre, e destituito dalle truppe d’occupazione russe), è intervenuto davanti alla Commissione dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite, a Ginevra, per denunciare il genocidio in corso nel suo paese. Pubblichiamo il testo del suo toccante intervento, assieme ad estratti di un drammatico documento scritto dallo stesso Khambiev sui campi di contramento russi in Cecenia e sulle torture che in essi vengono inflitte ai civili ceceni detenuti
 
"Tre anni fa ho preso la parola in questa stessa aula e il mio intervento causò pesanti proteste da parte della delegazione russa. In quell’occasione testimoniavo sui crimini contro l’umanità commessi dai russi e chiedevo il vostro aiuto per fermare il genocidio del popolo ceceno. Cos’è cambiato da quel giorno? Sfortunatamente nulla.
 
La sola differenza è che il numero delle persone uccise, mutilate e scomparse è aumentato di centinaia di migliaia. Questo è il prezzo della vostra inazione. Campi di concentramento, torture (comprese quelle volte a colpire la fertilità), esecuzioni extragiudiziali, rapimenti, commercio d’ostaggi e di corpi, squadroni della morte, sperimentazioni con veleni sui detenuti, fosse comuni nascoste. Questa è la realtà della Cecenia d’oggi.
 
In alcune occasioni, giovani ceceni sono stati legati insieme e fatti esplodere in pubblico per intimidire la popolazione. Contro i civili è stato impiegato qualsiasi tipo di arma, comprese quelle proibite dalla Convenzione di Ginevra, come le bombe incendiarie e quelle a pressione. Abbiamo, inoltre, registrato l’uso di nuove armi chimico-batteriologiche.
 
Secondo i dati raccolti dal ministero della Salute della Repubblica di Cecenia e da Ong indipendenti, il 25 per cento della popolazione cecena è morto dall’inizio della guerra, e il 30 per cento ha dovuto lasciare il paese. Le persone che sono rimaste in Cecenia sono diventate ostaggi, soggetti a quotidiani bombardamenti aerei e di artiglieria, a operazioni ‘di pulizia’ ed esecuzioni.
 
E’ giunto il momento di comprendere che la Russia non è impegnata in una ‘campagna antiterroristica’ ma in una guerra coloniale, una vergognosa campagna di terrore volta alla distruzione morale e fisica del popolo ceceno.
 
Il presidente Aslan Maskhadov ha ripetutamente affermato di essere pronto a iniziare un dialogo con la comunità internazionale. L’Onu dovrebbe essere pronto ad ascoltare le sue ragionevoli parole. Le vite di migliaia di bambini, donne e anziani potrebbero essere salvate.
 
La comunità internazionale si è rifiutata di intervenire, chiudendo gli occhi sui metodi con cui la Russia ha creato una parodia di istituzioni democratiche. Referendum ed elezioni si sono svolti sulla punta dei fucili. La situazione peggiora ogni giorno di più. I ceceni non accetteranno il quisling (n.d.r. collaborazionista) Kadyrov. Senza un serio intervento internazionale, la leadership russa non avrà la volontà e la forza morale di impegnarsi in seri negoziati politici.
 
Considerando la risoluzione del Parlamento europeo approvata il 26 febbraio 2004 (che riconosce la deportazione di Stalin del 1944 come un genocidio e che esprime la sua volontà di prendere in considerazione il piano di pace del presidente Maskhadov), chiediamo che anche l’Onu prenda misure.
 
Con la consapevolezza che non vi può essere una soluzione militare alla centenaria guerra russo-cecena, chiedo a questo augusto consesso di dare la più alta priorità alla considerazione del piano di pace di Aslan Maskhadov per una soluzione politica che possa mettere fine a questa guerra genocida.
 
Questa proposta stabilisce che l’indipendenza non è un obiettivo di per sé, ma il solo strumento di sopravvivenza del popolo ceceno di fronte al continuo ‘terrore russo’. Essa suggerisce di istituire un’amministrazione Onu provvisoria al fine di consentire alla Cecenia di essere smilitarizzata e di sviluppare istituzioni democratiche, salvaguardando gli interessi di entrambe le parti in causa".
Categoria: Diritti, Tortura
Luogo: Cecenia (Russia)