11/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Stati Uniti aumentano sanzioni contro imprese che appoggiano Assad. Russia, India e Brasile spingono per una "linea morbida"

Mentre continua l'offensiva dell'esercito nelle principali città siriane, il mondo diplomatico appare sempre più diviso. La riunione straoridinaria del Consiglio di Sicurezza, durata due ore, si è conclusa con un nulla di fatto.

A dividere è la decisione sulle misure da adottare per fermare le violenze siriane: i Paesi occidentali vorrebbero un maggiore interventismo, mentre altri stati, tra cui soprattutto Brasile, India e Russia, sono promotori della "linea morbida".

Durante la riunione, il Segretario generale Ban Ki-moon  ha letto il rapporto dell'Onu sugli scontri, secondo il quale dall'inizio delle proteste sarebbero morte duemila persone, imprigionate 13 mila e altre tremila sarebbero scomparse.

Parallelamente si mobilitano anche i canali diplomatici dei Paesi mediorientali. A Rabat, in una nota del ministero degli Esteri marocchino si legge che il regno del Marocco esprime "forte preoccupazione" per "i tristi eventi" che si verificano in Siria.

In Egitto gli attivisti stanno cercando di raccogliere un milione di firme per fare pressioni sul governo affinché decida di espellere il rappresentate diplomatico di Damasco al Cairo.

Il portavoce iraniano Alaeddin Boroujerdi, in visita nella capitale egiziana, ha dichiarato che "l'Iran sostiene gli sforzi dei Paesi islamici per porre fine alla crisi" e ha invitato al "dialogo". Boroujerdi ha criticato anche la posizione della Turchia, che avrebbe attuato una politica "anti-siriana", e ha ricordato come la Siria vada "difesa dalle interferenze " americane.

Gli Stati Uniti, invece, hanno deciso di inasprire le sanzioni nei confronti delle banche e degli operatori telefonici che appoggiano il regime di Assad, in particolare  della Banca commerciale della Siria  – accusata di finanziare l'acquisto e la produzione di armi non convenzionali – e la compagnia Syriatel, guidata da un cugino del presidente assad,  ritenuta una delle imprese più corrotte.

Parole chiave: Consiglio di sicurezza, Siria, Marocco, Egitto, Iran
Categoria: Diritti, Politica
Luogo: Siria