22/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Sono ormai più di mille le donne uccise dal 2001 ad oggi
scritto per noi da
Maurizio Campisi
 
Donna con bambinoMentre in Messico la polizia cerca di trovare una spiegazione ai fatti di Ciudad Juárez, dove 258 donne sono scomparse negli ultimi dieci anni, le organizzazioni per i diritti umani puntano ora il dito sul Guatemala, dove solo l’anno passato sono state uccise 383 donne. Una cifra che quest'anno sembra addirittura destinata a salire. Il 2004 ha già fatto tristemente contare – fino a metà marzo - già 56 omicidi.
 
La situazione è stata denunciata lo scorso febbraio alle Nazioni Unite dove la responsabile per i diritti delle donne, la turca Yakin Erturk, ha confermato in un’assemblea tenutasi nel Palazzo di Vetro, che quella guatemalteca supera ogni altra realtà latinoamericana. Secondo una ricerca più dettagliata, presentata all’Onu, dal 2001 ad oggi sono state 1049 le donne ammazzate. La Erturk aveva visitato il Paese lo scorso dicembre, in compagnia dell’attrice Jane Fonda, in rappresentanza del gruppo V Day, che si batte per il riconoscimento dei diritti delle donne.
 
Le organizzazioni civili guatemalteche stanno chiedendo una riforma della legge sulla violenza sulle donne che è ferma al Congresso dal marzo 2002, frenata da una serie di mozioni dal sapore populista che rispecchiano l’attitudine della maggioranza (maschile) dei deputati, di vedere scalfito il ruolo predominante dell’uomo nella società. Secondo una ricerca promossa dall’Ufficio per i Diritti Umani (PDH), la maggioranza delle aggressioni si svolgono nell’ambito familiare, dove la donna è oggetto di violenze, spesso taciute, che poi degenerano fino all’estrema conseguenza. Il 40 per cento degli omicidi avvengono perchè la vittima risponde ad una esplicita aggressione sessuale, mentre nel 30 per cento dei casi si sarebbe di fronte all’azione di soggetti psicotici, con tendenze maniacali nei confronti delle donne.
 
Il resto dei crimini viene fatto risalire alle conseguenze di atti criminali, come furti e rapine sfociati poi in omicidi, a causa anche della vulnerabilità delle vittime. Ma preoccupa soprattutto il fatto che il 20 per cento delle aggressioni abbiano visto un tutore della legge, un poliziotto, coinvolto.
 
Una guerra durata 36 anni, una classe politica corrotta, l’impunità nella giustizia ed una società che fatica ad amalgamarsi sono i fattori che vengono chiamati in causa per dare una risposta a tanta violenza.
 
Più esplicitamente però è la mancanza di una cultura di protezione verso la donna a marcare la società guatemalteca, un argomento che viene discusso in questi giorni e che ha portato il neo presidente Óscar Berger a chiedere l’istituzione di una campagna di prevenzione, tesa soprattutto a promuovere comportamenti diversi tra le mura di casa.
 
Le denuncie per i casi di aggressione domestica sono continue: i tribunali guatemaltechi ne hanno contate una media di 1200 al mese l’anno passato, ma il numero non riesce a inquadrare la vera portata del fenomeno.
 
Secondo la Red de la no violencia contra las mujeres le donne sono sottoposte oltre che alle percosse, a una continua pressione psicologica all’interno del nucleo familiare, situazione che poi degenera nella violenza sessuale. Per questa ragione l’organizzazione chiede che l’iter della legge contro la violenza sulle donne riprenda il suo corso: sarebbe un primo passo per abbattere pregiudizi e luoghi comuni radicati nella società guatemalteca. In particolare, una grande responsabilità viene attribuita al sistema giudiziario che spinge le coppie alla conciliazione restituendo, di fatto, la donna al suo universo famigliare di sfruttamento e di violenza.
Categoria: Donne
Luogo: Guatemala