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Di Marta Migliosi, da Londra
Lunedì sera, verso le sette, sono andata a Betnhal Green, nella zona est di Londra. Poco prima avevo sentito da un amico di un possibile spostamento delle rivolte da Hackney verso quella parte della città. È una zona che conosco bene, un quartiere vivace, anche allegro.
Arrivata sul posto il clima di tensione era palpabile. Lungo la strada c'erano molte persone: residenti, gente di passaggio ma sopratutto tantissimi ragazzi. Tutti molto giovani, teen-ager.
La maggioranza dei negozi era chiusa: cosa molto insolita a quell'ora e in quella via, di solito molto frequentata.
Dopo pochi minuti sono arrivate diverse volanti e van della polizia che si sono posizionati lungo la strada. L'atmosfera era come sospesa, ma carica di elettricità tanto che poco dopo sono iniziati i primi scontri tra alcuni giovani e la polizia.
L'atteggiamento della polizia mi ha colpito. In Italia avrebbe manganellato e tirato lacrimogeni, qui tentava di allontanare i ragazzi con piccole cariche, li invitava a voce alla calma. Gli agenti erano tesi, mi sono sembrati impreparati a quello che stava succedendo, quasi stupiti.
Queste scaramucce sono continuate con le stesse modalità per un po' di tempo, con i gruppi di ragazzi che si spostavano velocemente lungo le vie laterali.
A un certo punto. due giovani neri hanno avuto uno scambio molto acceso con un poliziotto in mezzo alla strada. Non ho capito bene cosa si stessero dicendo perché non ero abbastanza vicina ma i due erano piuttosto provocatori nei confronti dell'agente.
A quel punto una decina di poliziotti, alcuni in tenuta antisommossa , si sono schierati in mezzo alla strada chiudendo la via al traffico. Era chiaro, a quel punto, che qualcosa stava per succedere. Nel giro di una decina di minuti è iniziato un fitto lancio di bottiglie di vetro contro la polizia. Quando gli agenti hanno deciso di avanzare, il gruppo dei ragazzi si è velocemente disperso nelle vie laterali.
Uno scontro di strada tra tantissimi che sono avvenuti a Londra in questi giorni, certamente non il più violento: non sono stati assaltati negozi, la rabbia dei ragazzi si è sfogata contro la polizia.
Arrivando a casa invece, in Roman Road, ho visto un gruppo di persone, una trentina, ferme a osservare il saccheggio di un negozio di articoli sportivi, proprio sotto casa mia. A portare via la merce erano ragazzi e ragazze di 13, 14 anni. La gente del quartiere, della strada dove vivo, assisteva senza battere ciglio, nessuno interveniva.
Nessuna traccia di poliziotti per tutto il tempo in cui è durato lo svuotamento del negozio. I ragazzi hanno agito indisturbati, in silenzio. Solo con un po' di gente, forse i fratelli maggiori o forse i genitori, che li stava a guardare. Anche loro senza dire niente.