08/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La massima autorità sunnita, l'imam di al Azhar: "Mettete fine a questa tragedia araba e islamica"

"Abbiamo deciso di richiamare in patria il nostro ambasciatore a Damasco per consultazioni". È quanto ha annunciato il ministro degli Esteri del Bahrein, Khalid bin Ahmed Al Khalifa, alla tv satellitare 'al-Arabiyà. La decisione di Manama fa seguito a un'analoga, presa dal governo di Riad e da quello di Kuwait City, che hanno duramente criticato la repressione attuata dal regime siriano contro i manifestanti. Intanto, una delle massime autorità dell'Islam sunnita, l'imam della moschea di Al Azhar, al Cairo, ha chiesto che venga messa fine alla "tragedia" in corso in Siria che "è andata avanti troppo a lungo". È da metà marzo che sono in corso manifestazioni anti-regime, represse nel sangue dal presidente Bashar al-Assad. "Al-Azhar è stato paziente per molto tempo e ha evitato di parlare sulla situazione in Siria a causa della sua natura sensibile, ma la situazione è andata avanti troppo a lungo e non c'è più altra soluzione che metter fine a questa tragedia araba e islamica". Sul fronte dei profughi di guerra, sono oltre 7mila i cittadini siriani fuggiti dalle violenze in corso nel Paese e che hanno trovato rifugio in Turchia. Lo riferisce con un comunicato il dipartimento per l'emergenza dell'ufficio del primo ministro. Secondo quanto rilanciato dall'agenzia di stampa Anadolu, inoltre, 35 cittadini siriani sono tornati in patria nella notte tra il 7 e l'8 agosto. Dall'inizio della crisi siriana, a metà marzo, sono 16mila i rifugiati che hanno cercato riparo in Turchia. Di questi, 9mila hanno fatto rientro nel loro Paese.

Parole chiave: siria, repressione, al azhar, bahrain, kuwait
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Siria