05/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Sempre più in difficoltà il premier Netanyahu. Domani almeno 150mila in piazza contro il caro alloggi

Ha raggiunto alti livelli lo scontro politico in Israele, sull'onda delle forti proteste sociali che imperversano nel Paese. Domani sarà giornata di raduni di massa a Tel Aviv, Gerusalemme e in altre città, dove, come sabato scorso, non meno di 150mila persone scenderanno in piazza per protestare contro il caro alloggi.

Alla vigilia delle manifestazioni, il premier Benyamin Netanyahu è stato criticato pesantemente dall'opposizione. Il leader della formazione centrista Kadima, Tzipi Livni, gli ha contestato di voler "smorzare la protesta" con la tecnica del divide et impera, invece di impegnarsi a "risolvere i problemi" posti dai ceti disagiati e dalla classe media impoverita. Alcune misure annunciate da Netanyahu sono state infatti respinte dalla piazza che le ha giudicate insufficienti o addirittura controproducenti. Di fronte alle accuse di "populismo" che il premier israeliano ha rivolto alla leadership della protesta, questa ha promesso di intensificare la lotta, pur specificando che sotto accusa sono politiche intraprese non solo dal governo in carica, ma anche da quelli che lo hanno preceduto.