05/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



All'interno delle forze armate molti lamentano la crescente influenza di rabbini e di religiosi radicali

Nelle cerimonie in memoria dei caduti dell'esercito israeliano non vi sarà più il riferimento a Dio. Lo ha deciso ieri il Capo di Stato maggiore, generale Benny Gantz, intervenendo nell'ambito di una polemica in corso negli stessi ranghi militari contro la crescente influenza dei rabbini e dei nazional-religiosi nelle forze armate.

La questione riguarda un cambiamento introdotto nel testo dell'Yzkor, che viene recitato nelle cerimonie di commemorazione, in cui la formula "Israele non dimentica" era stata sostituita con "Dio non dimentica". La modifica non è stata ben accolta da alcune famiglie di caduti non religiose o ostili all'ebraismo ortodosso. Il generale Gantz aveva perciò affidato la contesa ad una commissione interna, che ha stabilito di ripristinare il testo originario.

Negli ultimi anni, sulla scia dei mutamenti della società israeliana, all'interno delle forze armate israeliane (Tzahal) è cresciuto significativamente il peso dell'ideologia nazional-religiosa radicale, anche a causa dei reparti che contano nelle loro fila giovani coloni. Un fenomeno che, stando a quando riportato da alti ufficiali dell'esercito, comporta talora problemi di doppia lealtà, di violazioni disciplinari o di mancato rispetto di norme che vorrebbero garantire pari dignità a donne in divisa e soldato delle minoranze non ebraiche.

 

 

Parole chiave: Israele, esercito
Categoria: Politica, Religione, Armi
Luogo: Israele - Palestina