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Un rimorchiatore cipriota ha gettato in mare due zattere per soccorrere i 370 profughi, tra cui 46 donne e 2 bambini, che da due giorni si trovavano bloccati in alto mare a 90 miglia da Lampedusa.
Stando ai racconti dei superstiti, almeno 100 persone sarebbero morte per gli stenti durante la traversata e i loro corpi sarebbero stati buttati in acqua.
Una vittima è stata trovata sul barcone e almeno 40 profughi sono stati ricoverati al Poliambulatorio di Lampedusa per grave disidratazione e problemi di insufficienza renale.
I migranti sono stati poi recuperati dalla Guardia costiera italiana.
Secondo le autorità italiane, una nave Nato che si trovava a 27 miglia dal barcone non avrebbe prestato soccorso ai migranti. A quel punto sarebbe stato deciso di far intervenire le imbarcazioni italiane da Lampedusa.
Lunedì 1 agosto era approdato a Lampedusa un altro barcone proveniente dalla Libia con 271 profughi a bordo. Nella stiva erano stati stipati 25 cadaveri, di cui due probabilmente morti in seguito alle bastonate.
Oggi sono stati fermati i 6 migranti che avrebbero guidato l'imbarcazione. Secondo le testimonianze gli scafisti, un marocchino, alcuni somali e altri siriani, avrebbero impedito di risalire sul ponte ai 25 migranti e questi sarebbero morti soffocati nella stiva. Due sarebbero morti per le bastonate e un altro sarebbe stato buttato un acqua come "punizione" per aver cercato di risalire sul ponte.