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La Germania ovest (Rft) permise il ricongiungimento di 225mila famiglie separate dalla Cortina di ferro pagando un riscatto di 3.4 miliardi di marchi alla Repubblica democratica tedesca (Rdt). Tra il 1963 e il 1989 la Rft pagò il riscatto per 33mila prigionieri politici detenuti nella Germania est.
Da quanto si legge sul Frankfurter Allgemeine Zeitung, dal 1972 si può parlare di un vero e proprio "contratto" tra le due repubbliche e il numero di prigionieri arrivò fino a una media di mille all'anno.
Secondo Jan Philipp Woelbern, del Centro per la ricerca storica di Potsdam, gli scambi sono cominciati nel 1963 grazie alla mediazione di due avvocati, ma già in precedenza la Rdt e l'Unione Sovietica si erano consultate per discutere sulla possibilità di aprire un canale con la Rft per la liberazione degli agenti catturati.
Durante una fase di stallo delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi, intervennero anche le chiese evangelica e cattolica tedesca, che pagarono con fondi propri la liberazione di 60 detenuti.