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Le Nazioni Unite temono che la rivoluzione in Yemen possa presto trasformarsi in una guerra civile.
Un rappresentante dell'organizzazione, inviato a Sanaa per monitorare la situazione, ha sottolineato che è necessario agire velocemente se si vuole evitare un "effetto Somalia" nel Paese.
Mujeeb Abdurrahman, analista politico alla Hodeidah University, ha commentato che quanto sta accadendo in Yemen, più che una rivoluzione pacifica, è un "conflitto per il potere tra il presidente Saleh e l'alleanza dell'opposizione, che risale al 2006".
In quell'anno infatti le elezioni avevano confermato un terzo mandato ad Ali Abdullah Saleh, ma l'opposizione l'aveva accusato di aver manipolato il voto. Da quel momento l'opposizione si è unita anche se, al suo interno, resta piuttosto frammentata.
Abdurrahman ha dichiarato all'agenzia Irin che teme che "queste violenze mettano fine all'esperienza di democrazia emergente che lo Yemen ha visto dal 1993".
La situazione politica in Yemen è resa ancora più esplosiva anche dalla presenza di un movimento secessionista che rivendica l'indipendenza del sud del Paese.