21/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



I movimenti sociali brasiliani temono un tentativo golpista contro Lula
scritto per noi da
Pietro Orsatti
 
Dilma Rousseff
Dopo le dimissioni di José Dirceu causate dalle accuse di corruzione, è stato nominato ieri il suo successore. Il presidente della repubblica brasiliano, Luiz Inácio Lula da Silva, ha confermato nella serata di ieri la scelta di Dilma Rousseff come ministro della Casa Civil, al posto di José Dirceu. E' la prima donna nella storia del Brasile ad occupare questo incarico. E' stata una scelta sofferta, contestata anche da parte del Pt, il partito di Lula, e da alcuni ministri e alleati di governo.
Lula ha convinto Dilma Rousseff garantendole una nuova funzione dello stesso istituto della Casa Civil, che ha avuto finora le funzioni di vicepresidenza, passando da un profilo fortemente politico incarnato da Dirceu a un profilo più tecnico e meno esposto nella battaglia politica che si è aperta con l'avviso di garanzia recapitato al potentissimo braccio destro del presidente brasiliano. Il ruolo della nuova esponente del governo è estremamente delicato e viene assunto in uno dei momenti più drammatici della recente storia brasiliana.
 
Sull'orlo del baratro. La crisi politica apertasi con la messa in stato di accusa di Dirceu è la più grave e pericolosa creatasi in questi anni di governo Lula. La violenza della campagna di stampa contro il presidente e contro i suoi più stretti collaboratori che ha condotto la magistratura a aprire un fascicolo contro il ministro della Casa Civil per corruzione, è montata nel corso degli scorsi mesi sulla stampa legata alla destra e ai partiti di opposizione come il Psdb, il partito socialdemocratico.
In particolare, a dare risalto a indiscrezioni e voci anonime incontrollate che ipotizzavano coinvolgimenti in casi di corruzione di alti esponenti del governo fino a raggiungere Planalto e la Casa Civil, sono state le televisioni più legate al mondo imprenditoriale. La situazione ha iniziato a diventare esplosiva quando, circa un mese fa, un servizio di Rede Globo denunciava il direttore delle poste di aver incassato tangenti, coinvolgendo nel caso anche la direzione del PTB, partito che fa parte della coalizione oggi al governo con Lula.
 
DirceuNiente prove. "Esiste una campagna diffamatoria in cui alcune persone parlano e fanno denunce senza avere nessun tipo di responsabilità - afferma José Genoino, presidente del PT - e senza mostrare e documentare fatti, circostanze, prove. Queste persone sono andate dalla stampa, intervenendo in alcune trasmissioni e facendo dichiarazioni senza nessun contraddittorio, come è successo durante Fantástico (popolare trasmissione di Rete Globo) con la moglie del deputato federale Valdemar da Costa Neto del partito di destra PL-SP". Proprio durante questa trasmissione sono state fatte le accuse più gravi a Dirceu, ma senza che venisse, in effetti, presentata alcuna prova o testimonianza diretta.
 
Strane coincidenze. In molti poi segnalano la strana coincidenza dei tempi dell'inizio della campagna di attacchi verso Dirceu. Il suo nome ha iniziato a circolare quando, lo scorso novembre, il ministro della Casa Civil attaccò duramente i vertici dell'esercito perché questi si rifiutavano di rendere pubblici gli archivi del periodo della dittatura militare.
Il caso era esploso dopo la pubblicazione sul giornale carioca O Globo delle foto delle sevizie subite negli anni '70 dal giornalista Vladimir Herzog durante gli interrogatori in una caserma della polizia militare dove era stato rinchiuso a seguito di accuse generiche di sedizione.
All'epoca l'esercito disse che Herzog non aveva subito alcuna sevizia e che, senza alcuna ragione, dopo alcune ore di reclusione, questi, preso da una crisi di depressione, si era suicidato. Le foto invece dimostravano che il giornalista era stato lasciato nella sua cella nudo per giorni, che era stato percosso, umiliato e minacciato di morte.
Dirceu, spinto anche dal suo passato di militante dei movimenti di resistenza al regime, aveva chiesto l'immediata apertura degli archivi, ottenendo un secco rifiuto dai vertici e sfiorando una crisi che solo un intervento di Lula in extremis era riuscito a ricomporre.
 
Ragazza brasiliana sostiene il PtLa destra coglie la palla al balzo. Dal giorno delle dimissioni di Dirceu, intanto, la destra sta chiedendo a gran voce anche le dimissioni di Lula e le elezioni anticipate in autunno. La richiesta dei partiti di destra è appoggiata in modo trasparente da una grande fetta del mondo imprenditoriale, in particolare finanziario. Luis Marinho, presidente della Cut, il più grande sindacato dell'America Latina diretto da anni proprio da Lula, è molto chiaro sull'argomento: "parte dell'impresa di Sao Paulo ha già concluso che Lula non può e non deve essere rieletto". E Dirceu, dal canto suo, ha già iniziato la sua controffensiva. "Attraverso me - ha dichiarato - vogliono colpire il presidente. Non devo dire altro. Il mio obiettivo ora è andare a parlare in tutto il Brasile, denunciando questa situazione scandalosa e mobilitando il partito".
Ancora più chiaro l'Mst, il Movimento dei Sem Terra. "E' chiaro che la destra ha utilizzato la situazione per anticipare il calendario elettorale" si legge in documento diffuso ieri dalla direzione nazionale.
" Questo è un momento di decisione - prosegue il comunicato - si tratta di uno scontro di progetti. Il governo può sviluppare il tipo di politica sviluppato fin qui, o decidersi a schierarsi dalla parte del popolo, riassumere i suoi impegni  della campagna elettorale con i 53 milioni di brasiliani e brasiliane che lo hanno eletto". Ancora più categorico Joao Pedro Stedile, uno dei leader storici del movimento, che dichiara che "la crisi esplosa a Brasilia è il risultato di un movimento
golpista, che include motivazioni internazionali".
 
In difesa di Lula. Dopo tre anni di rapporti alterni, di appoggio e di contrapposizione, sindacato e movimenti sociali hanno deciso di scendere apertamente in campo per difendere Lula e il suo governo. Oggi pomeriggio Mst e Cut hanno organizzato, insieme agli altri movimenti rappresentati dal Cms
(Coordinamento dei Movimenti Sociali), una grande manifestazione a Brasilia "contro il golpismo e la corruzione". 
Categoria: Elezioni, Politica
Luogo: Brasile
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