01/08/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Un tribunale di Gerusalemme accoglie la richiesta della Serbia per il presunto criminale di guerra di Srebrenica

Il cerchio della caccia ai boia di Srebrenica si chiude anche per Aleksandr Cvetkovic, serbo di Bosnia, accusato dal Tribunale speciale per la ex-Jugoslavia di crimini di guerra.

Una corte di Gerusalemme ha finalmente risposto in forma ufficiale alla richiesta di estradizione da parte del governo serbo e Cvetkovic, 42enne accusato dell'omicidio di alcune centinaia di persone a Srebrenica, verrà estradato a Belgrado. Sempre che la giustizia israeliana non annulli la sentenza. In caso contrario, tra sessanta giorni Cvetkovic sarà a Belgrado. Già interrogato nel 2005 dal Tribunale per la ex Jugoslavia dell'Aja, l'uomo negò ogni addebito, sostenendo di avere avuto solo il ruolo di autista.

Il presunto criminale di guerra fu arrestato nel gennaio di quest'anno dalla polizia israeliana, in esecuzione di un mandato che faceva seguito alla richiesta di estradizione dell'ex soldato serbo bosniaco, membro di un plotone di esecuzione di otto uomini su cui pendeva l'accusa di aver ucciso a sangue freddo tra i mille e i 1.200 musulmani alla fattoria di Branjevo nel 1995.

Perché Cvetkovic viveva in Israele? Perché, avendo sposato un'ebrea, era divenuto anch'egli, in base alla Legge dell ritorno, cittadino ebreo. Potè così espatriare in Israele nel 2006, a 35 anni e con due figli, per ricostruirsi una vita in tranquillità.

Le sue vittime erano trasportate nel luogo dell'esecuzione per mezzo di autobus. Divisi in gruppi di dieci persone, venivano bendati e legati per le mani e uccisi con un colpo alla nuca. I loro documenti venivano bruciati. Già quattro membri del suo gruppo di fuoco sono stati condannati dal tribunale per i crimini di guerra della Bosnia-Erzegovina. Secondo il suo avvocato, Cvetkovic non partecipò ad alcun crimine, ma agì solo come soldato incaricato della logistica. La difesa ha sempre fatto affidamento sulla riluttanza di Israele a concedere l'estradizione a chi è condannato per crimini di guerra, conoscendo i rischi che molti dei suoi membri e ex membri di governo corrono in Paesi che li accusano di crimini contro l'umanità. Eppure, questa volta sembra che tutto sia orientato a concludersi con il processo in patria, per Cvetkovic.

Il portavoce del ministero degli Esteri del governo israeliano, Yigal Palmor, ha spiegato che Cvetkovic non ha potuto essere condannato in Israele perché non era cittadino israeliano quando commise il crimine. L'unica eccezione all'estradizione, per il diritto israeliano, è verso quei Paesi dove vige la pena di morte.

Luca Galassi

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