21/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Due vicepresidenti faranno le funzioni di Chavez, a Cuba per curare la malattia che l'ha colpito. Polemiche nel Psuv per il possibile cambio di leadership

La nuova esperienza politica venezuelana è iniziata. Elias Jaua, vicepresidente e Jorge Giordani, ministro della Planificacion y Finanzas, hanno assunto ufficialmente alcune delle funzioni presidenziali che il convalescente Hugo Chavez non può più portare avanti.

Dunque, il Paese è in buona parte nelle mani di due persone che hanno ottenuto dal presidente funzioni che consentiranno loro di ordinare espropri e nominare autorità, gestire il budget nazionale e rappresentare il Paese e il presidente nelle sedi internazionali. Giordani inoltre, avrà l'incarico di controllare il deficit di bilancio e tutta la fase finanziaria nazionale.

Incarichi che gestiranno fino a quando il presidente, all'Havana per sottoporsi a trattamenti di chemioterapia, tornerà al suo posto. I tempi del recupero presidenziale e di conseguenza quelli del suo rientro, però, non sono ancora certi.

Ma il vero peso della conduzione del Paese sarà quasi totalmente di Jaua che è la persona indicata da Chavez per rappresentarlo nelle sedi internazionali e nelle riunioni con i membri del gabinetto del Governo. Durante la riunione nella quale Chavez ha conferito i poteri ai suoi due vicepresidenti il leader bolivariano ha specificato che quello in corso non è assolutamente un passaggio di poteri ma si tratta esclusivamente del rilascio di alcune deleghe.

La preoccupazione maggiore e la campagna di fango messa in opera dall'opposizione politica dipingeva il tutto come un passaggio di potere. Niente di più falso.

Nel frattempo la malattia del presidente crea scompiglio e sono in molti a chiedersi cosa potrà accadere nel caso in cui risultasse più preoccupante del previsto. Di certo l'assenza dal Venezuela di Chavez indebolisce e non poco la rivoluzione bolivariana che l'ha reso celebre in tutto il pianeta. Senza di lui difficilmente potrà continuare a soffiare il vento progressista che ha sferzato il Paese fino a oggi. Non c'è un 'delfino' prediletto, un uomo forte quanto lui nel prendere decisioni e mantenere alta la dignità del Paese. Anche all'interno del Psuv (Partito Socialista Unito del Venezuela) ci sono molte figure di primo piano ma nessuna in particolare è stata designata come erede dal presidente. Di sicuro, stando alle dichiarazioni delle autorità venezuelane il candidato del Psuv per le elezioni del 2012 sarà senza alcun dubbio Hugo Chavez.

Questo forse perchè prima della partenza per Cuba, Chavez a proposito di una nuova presunta leadership aveva chiesto "di smettere di avere faziosità interne, con persone che si fanno la guerra cercando di manipolare persone. Per chi non si sentisse in grado di gestire queste condizioni è meglio che si sposti in altri ambiti della vita sociale ma più lontano dal Psuv".

Inoltre, sono molti gli analisti che sostengono che il rientro in patria di Chavez fosse coinciso solo con la volontà di stabilizzare il potere e spazzare via le polemiche fra caudillos del Partito.

Alessandro Grandi

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