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La notizia confermata ieri dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff lascia abbastanza perplessi: il Brasile costruirà quattro sommergibili.
Scopo principale dell'operazione sarebbe quello di garantire un'adeguata difesa ad un Paese considerato economicamente fra i più importanti al mondo e che nel giro di pochi anni diventerà sicuramente il motore trainante dell'economia sudamericana.
I sommergibili verranno costruiti in Brasile grazie anche alla tecnologia francese, in virtù di un accordo fra le parti firmato nel 2008 e adesso diventato operativo. L'accordo prevede che la tecnologia francese sia di supporto a quella brasiliana per fare in modo che il settore in questione si sviluppi in autonomia. La prima tranche di sottomarini potrebbe essere pronta già per il 2016.
"Il nostro Paese entrerà a far parte di quella ristretta cerchia di nazioni in grado di poter costruire un sottomarino. La capacità di produzione è da considerarsi un fattore strategico tanto per la difesa nazionale che per la crescita economica del Paese. E il prossimo passo sarà ancora più importante perchè riguarderà la costruzione di sommergibili a propulsione nucleare" ha detto la presidente Rousseff.
A dire il vero la notizia era nell'aria da tempo. Nel 2007 infatti, l'allora presidente Lula dichiarò la disponibilità a sbloccare in via definitiva quote utili alla costruzione del primo sottomarino a propulsione nucleare. In quel periodo il Paese era prossimo a diventare simbolo e esempio per le altre nazioni del Cono Sur. Non solo. Ieri come oggi era evidente che Brasilia aveva tutte le intenzioni e le carte in regola per trasformarsi in una delle più importanti nazioni al mondo.
Il progetto che porterà alla costruzione di sommergibili creerà molti nuovi posti di lavoro. Almeno 9mila secondo gli esperti per un indotto che potrebbe aggirarsi sui 27mila nuovi posti di lavoro. L'arsenale verrà con tutta probabilità costruito, così come una nuova base navale nel biennio 2012/2014. e proprio nella fase di costruzione delle strutture potranno essere assunte duemila persone. Altre 8mila graviteranno intorno al progetto.
Della costruzione dei sottomarini si occuperanno la Itaguì Construcciones Navales, un'impresa nata in collaborazione con la brasiliana Odebrecht e la francese Dcns. Nel consorzio entrerà a far parte anche la Marina brasiliana. Tutta la costruzione dei sommergibili avverrà in Brasile e ognuno sarà composto da più di 36 pezzi. Ognuno rigorosamente made in Brazil.
Alessandro Grandi