
Il 20 giugno, ogni anno, è una data importante: la giornata mondiale
dei diritti dei rifugiati, dei richiedenti asilo e dei profughi. Una
data spesso dimenticata, che quest’anno Amnesty International (AI) ha
deciso di dedicare alla presentazione di tre diversi rapporti sui
diritti degli stranieri in Regno Unito, Spagna e Italia.
Nel Regno Unito, AI stima che decine di migliaia di persone richiedenti
asilo siano state detenute solamente in virtù dell’Immigration Act. La
loro detenzione è in molti casi prolungata, inappropriata,
sproporzionata e illegale. Per molte persone che hanno cercato asilo
nel Regno Unito, attendere una decisione in detenzione ha causato
squilibri mentali, manifestazioni di autolesionismo, addirittura
tentativi di suicidio. Il rapporto, basato su visite effettuate nella
maggior parte dei centri di detenzione inglesi, fornisce dettagli su
casi di persone che, pur presentando un rischio molto basso di fuga,
sono rimaste a lungo in condizioni di detenzione deplorevoli.
In Spagna, AI afferma che i rigidi controlli all’immigrazione e
all’ingresso di cittadini stranieri nel paese che il governo spagnolo
sta effettuando sembrano avere come conseguenza l’estinzione del
diritto d’asilo. Persone in fuga da gravi violazioni dei loro diritti
umani sono state scoraggiate dal raggiungere la Spagna per cercare
asilo e ottenere protezione. Il rapporto condanna le gravi mancanze di
attenzione manifestate nei confronti di cittadini stranieri, sia in
termini di recuperi in mare che di strutture di accoglienza all’arrivo.
Amnesty International ha anche documentato l’espulsione illegale di
minorenni stranieri in violazione delle legge spagnola.

In Italia, l’atteso rapporto “Presenza temporanea, diritti permanenti”,
sui Centri di permanenza temporanea e assistenza (Cpta), è il primo
dedicato interamente al nostro paese da parecchi anni (anni nei quali,
comunque, non sono mai mancate le denunce di AI sulla situazione dei
diritti umani in Italia). Frutto di un lavoro di ricerca pluriennale,
reso difficile dal diniego di accesso ai Cpta da parte del governo
italiano, il documento intende contribuire a fare chiarezza sulla
situazione in cui, ogni anno, vengono a trovarsi migliaia di cittadini
stranieri in Italia, in quanto destinatari di decreti di espulsione per
avere tentato di entrare illegalmente in Italia o di avervi soggiornato
irregolarmente. Nell’attesa dell’espulsione, molte di queste persone
sono detenute nei Cpta, a volte anche fino a 60 giorni.
Nel caso dei richiedenti asilo, la detenzione è una sanzione
sproporzionata per persone che non hanno commesso alcun reato, spesso
in fuga proprio da detenzioni arbitrarie e prolungate. In base al
diritto internazionale, i richiedenti asilo dovrebbero essere detenuti
soltanto in circostanze eccezionali.
Il rapporto, inoltre, contiene dettagliate denunce secondo cui persone
detenute nei Cpta sarebbero state sottoposte ad aggressioni fisiche da
parte di agenti delle forze dell’ordine e del personale di sorveglianza
e alla somministrazione eccessiva e abusiva di sedativi e
tranquillanti. Molte persone incontrano difficoltà nell’accedere alla
consulenza di esperti e legali, necessaria a contestare la legalità
della loro detenzione e del relativo ordine di espulsione. La tensione
nei centri è alta, con frequenti proteste, inclusi tentativi di fuga e
alti livelli di autolesionismo. I centri sono spesso sovraffollati, con
strutture inadeguate, condizioni di vita contrarie alle norme
dell’igiene e cure mediche non soddisfacenti.

Malgrado il governo italiano affermi di avere recentemente migliorato
la situazione nei Cpta, né AI né altri soggetti sono in grado di
verificare quest’affermazione, perché vi è una crescente restrizione dell’accesso
ai Cpta e le richieste di
accesso avanzate da AI sono state sinora rifiutate. Malgrado, quindi,
non tutte abbiano potuto essere verificate, la frequenza, quantità e
autorevolezza delle denunce giunte all’attenzione di AI sono fonte di
notevole preoccupazione: ad esempio, il fatto che cittadini mussulmani
siano stati costretti con la forza a mangiare carne di maiale è un
fatto la cui gravità non va assolutamente sottovalutata, per le
implicazioni di annientamento della personalità umana sottese a questo
gesto.
In conclusione, AI chiede al governo italiano alcune cose molto chiare,
fra cui: introdurre il reato di tortura in Italia, disciplinare in
maniera organica il diritto d’asilo come previsto dall’inattuato art.
10 della Costituzione, istituire un organo di controllo dei centri in
cui sono detenuti gli stranieri per prevenire gli abusi, attenersi alle
Linee guida sull’espulsione degli stranieri approvate a Maggio 2005 dal
Consiglio d’Europa.
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Responsabile Coordinamento Rifugiati e Migranti, Amnesty International Italia