25/02/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La svolta del colonnello libico serve anche a farlo rientrare nella politica che conta
Muhammar GheddafiColpo di scena in Libia. Dopo mesi di trattative con diplomatici britannici e statunitensi, il leader libico Muhammar Gheddafi, da oltre trentacinque anni assoluto protagonista della scena politica nord africana, ha stupito ancora il mondo con la sua proverbiale capacità politica. Gheddafi ha annunciato il 19 dicembre 2003 la ferma decisione della Libia di rinunciare a ogni programma nucleare sviluppato nel periodo che va dal 1990 a oggi. Il primo risultato che potrebbe ottenere il leader libico, è il termine dell’isolamento mondiale cui è sottoposto il suo Paese dagli anni ottanta.
 
Le recenti azioni del governo di Tripoli, in primis la decisione di risarcire, con 2.7 miliardi di sterline, le famiglie delle vittime del volo Pan Am 103 che nel 1986 cadde a Lockerbie, mirano a far traslocare la sua nazione dalla periferia al centro della politica mondiale.
 
E’ di martedì 24 febbraio la notizia secondo la quale il Primo Ministro libico Shukri Ghanem ha detto che l’iniziativa di pagare un indennizzo alle famiglie delle vittime di Lockerbie è servita per comprarsi la pace e la tranquillità, suscitando scalpore per l’ufficialità della fonte. Va ricordato che il governo di Tripoli non ha mai ammesso le proprie colpe per il disastro aereo, ha solo accettato (non ammesso) le responsabilità sulla strage. Da poche settimane la Libia pare essere tornata nella lista delle nazioni bene del pianeta addirittura con l’approvazione degli Stati Uniti che fra poco la potrà depennare dalla lista nera che il presidente Bush aveva stilato nel 2002.
 
Questa lista comprendeva la Corea del Nord, la Siria, l’Iran e l’Iraq. Per quanto riguarda la politica internazionale la decisione di porre fine ai progetti nucleari dovrebbe permettere a Gheddafi di traghettare la nazione in una situazione più tranquilla dal punto di vista della convivenza civile fra nazioni. La vera data del mutamento radicale del leader libico, sembra sia il 9 ottobre del 2003, quando l’intelligence europea intercettò una nave da carico tedesca, nel mediterraneo, con a bordo delle turbine per la costruzione di reattori nucleari, arrivato dai mercati asiatici e destinate alla Libia, lo sequestrò facendolo attraccare a Taranto in Italia. Forse fu quello il momento in cui decise di rinunciare agli armamenti nucleari.
 
Nonostante questo non si può nascondere che i contatti europei dei libici erano già stati ristabiliti all’inizio del 2003 (si parla anche di incontri semi ufficiali fra i rappresentanti anglo-americani e quelli libici) grazie soprattutto i buoni rapporti con l’Italia. Dal canto suo l’Unione Europea si è detta disponibile a trovare una soluzione al problema delle sanzioni, unica eccezione la Germania. Il governo di Berlino si opporrà alla fine del blocco nei confronti del colonnello fino a quando non otterrà anch’essa un indennizzo per la strage ad una famosa discoteca di Berlino avvenuto nel 1986. Dunque sono finiti i tempi in cui il colonnello libico osannava i fratelli palestinesi e incitava gli ebrei a abbandonare la terra che occupavano e a trovarsi una nuova sistemazione dall’altra parte del mondo? Pare proprio di si. Il governo di Tripoli sembra intenzionato ad avviare, a piccoli passi, il cammino della riconciliazione anche con Israele. Anche se da parte di Tel Aviv si avverte un atteggiamento ancora freddo.
 
Nello scacchiere internazionale si pensa già al processo di eliminazione del programma nucleare libico. Questa volta onde evitare le figuracce fatte in Iraq, dove le armi nucleari e chimiche non sono mai state rinvenute, Mohammad Al- Baradei direttore dell’AIEA, l’Agenzia per l’Energia Atomica dell’Onu è riuscito a strappare la garanzia che sarà l’agenzia da lui diretta a dirigere le ricerche sul campo libico, e a valutarne il potenziale nucleare, lasciando agli Stati Uniti il compito di distruggere le armi.
 
Le aperture libiche hanno premiato la la politica internazionale Usa che in questa occasione non ha sparato nemmeno un colpo di cannone.
 
Alessandro Grandi
Categoria: Politica
Luogo: Libia