John
Kerry, il Democratico che sembra lanciato verso la sfida a
George W. Bush alle elezioni presidenziali Usa del prossimo novembre, è
uno che la guerra l'ha vissuta in prima persona. A 25 anni, nel
novembre 1968, fu infatti spedito in Vietnam. E una volta tornato in
patria, riferì a una Commissione del Senato quello che aveva visto.
Senza risparmiare le critiche al modo in cui la guerra era
stata condotta da Washington.
Kerry
rimase in Indocina per sei mesi, ma furono sei mesi densi. Comandava
una nave cannoniera nel delta del Mekong, e fu ferito tre volte (due al
braccio, una alla gamba). Per questo è stato premiato con tre Purple Heart, i
riconoscimenti conferiti a chi ha
versato sangue per la patria. Ha ricevuto anche una Stella d’argento
per aver inseguito e ucciso un Viet Cong fino a un rifugio dove scoprì
un lanciarazzi, e una Stella di bronzo per aver soccorso – nel pieno di
una battaglia – un membro dell’equipaggio che era caduto in
acqua.
Nell’aprile del 1969 fece richiesta di tornare a prestare
servizio negli Stati Uniti, perché le regole della US Navy consentono
di farlo ai marinai feriti tre volte in battaglia. Fu accontentato. Una
volta tornato in patria, il futuro senatore del Massachusetts diventò
un fervente oppositore della guerra e del presidente Nixon. Il 23
aprile 1971 organizzò una grande protesta pacifista all’esterno del
Congresso di Washington. Lui e altri veterani del Vietnam gettarono le
medaglie ricevute sul prato della Capitol Hill.
Il giorno prima della manifestazione Kerry testimoniò davanti
alla Commissione per le Relazioni Estere del Senato.