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''Per quanto riguarda le missioni militari nelle quali l'Italia è impegnata ci sono ipotesi di riduzioni dei contingenti che vanno decise di concerto con l'Onu e con gli organismi internazionali perché solo così possono essere effettive''. Lo ha detto oggi il Presidente della Repubblica italiana, Giorgio Napolitano, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine dell'incontro con il Presidente tedesco Christian Wulf.
Il presidente ha voluto così ridimensionare la posizione del governo che ha invece annunciato un taglio delle missioni all'estero dei militari italiani. Le missioni di guerra italiane hanno ottenuto oggi il via libera al finanziamento per decreto dal Consiglio dei ministri. Più che un elemento economico, però, pare aver contato un elemento politico.
Lega e Pdl hanno trattato: Umberto Bossi aveva bisogno di un gesto da parte di palazzo Chigi per non lasciare cadere nel vuoto le dichiarazioni degli ultimi mesi in cui la Lega proponeva il rientro a casa dei militari per esigenze di cassa.
Prima di arrivare al varo del decreto, c'è stato un incontro fra Silvio Berlusconi e i ministri La Russa, Calderoli, Frattini, Maroni, Tremonti ed il sottosegretario Letta. Alla fine l'importo è di 694 milioni di euro, con un taglio relativo all'impegno in Libia di 120 milioni di euro, secondo quanto afferma Ignazio La Russa, ministro della Difesa. Secondo l'agenzia Ansa, Maroni avrebbe dato via libera solo dopo aver ottenuto il placet del Consiglio dei ministri a una ordinanza che assegna 440 milioni di euro alla Protezione civile che sta gestendo l'emergenza profughi. In più, sempre secondo quanto si apprende, Maroni ha avuto il via libera al prolungamento del pattugliamento delle navi della Marina Militare davanti alle coste tunisine fino al 31 dicembre.