06/07/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La denuncia arriva dal vescovo di Darwin, che parla di detenuti portati alla disperazione, al punto da tentare il suicidio

Il vescovo cattolico di Darwin, Eugene Hurley, si è rivolto al governo federale australiano perché si assuma la responsabilità dei cinque recenti tentativi di suicidio nel centro di detenzione per richiedenti asilo della zona . In particolare, il vescovo ha sollecitato le autorità ad accelerare le procedure di esame delle domande di asilo.

Secondo Eugene Hurley, i centri di detenzione sono "fabbriche di malattie mentali", dove lo stato di costante incertezza e i ritardi nel valutare lo status di profughi conducono i detenuti alla disperazione, al punto da tentare il suicidio. "Ho visto un uomo lanciarsi contro il filo spinato con lame - ha aggiunto - è stato orribile". Il vescovo ha parlato a una delegazione di attivisti per i diritti dei profughi, spiegando che alcuni di questi hanno dovuto aspettare più di dodici mesi per i soli controlli di sicurezza.

Sull'argomento è intervenuta anche Carrel O'Connell - rappresentante del gruppo di sostegno per i profughi -, per la quale dopo i controlli iniziali i richiedenti asilo dovrebbero essere lasciati in libertà, oppure potrebbero essere ospitati in strutture della Croce Rossa o di altre organizzazioni.

Parole chiave: Centri di detenzione, richiedenti asilo
Categoria: Profughi
Luogo: Australia