“Spero che gli
iracheni si riapproprino presto del loro Paese. Ormai è diventato un
vero e proprio massacro e le nostre truppe devono andarsene. Questa è
una scelta che si è rivelata sbagliata. Non sta portando a niente. E il governo
deve ammetterlo”.
E’ con queste parole che Enzo Ghinazzi, in
arte Pupo, ha preso posizione sulla questione in Iraq, spinto da
un’intervista ‘a sorpresa’ rilasciata ad Al Jazeera, l’emittente
televisiva del Qatar, divenuta famose anche perché scelta da Bin Laden
per mandare in onda i suoi messaggi all’Occidente.
“Giovedì stavo presentando L’equilibrista, il mio nuovo disco, a villa
Borghese a Roma, quando mi sono trovato davanti il corrispondente della
tv qatariota – spiega Ghinazzi -. E’ stata una grande
sorpresa. Sono stato felice di poter parlare con loro, di aver avuto la
possibilità di esprimere a quel popolo la mia solidarietà. Anzi, mi
sono anche offerto di cantare per loro, di fare un concerto per gli
iracheni”.
Ha le idee chiare il cantautore,
non usa mezzi termini. “Il mondo si cambia con le prese di
posizione, col coraggio – precisa -. E io dico che la guerra in Iraq è
stata un errore che i governanti dovrebbero riuscire ad ammettere. E’
chiaro che chi ha in mano il potere sia più esposto agli sbagli, ma il
problema è che non sono altrettanto propensi ad ammetterli. Io ho un
sogno: un mondo in cui la politica si basi sulla chiarezza. Basta
menzogne, doppi sensi, giochi di parole. Abbiamo sbagliato? Rimediamo.
Punto e basta”.
E parla dunque del
concerto. “Ci sto pensando seriamente – racconta -. Là sono conosciuto.
Fortunatamente rientro in quei cantautori italiani che sono riusciti a
promuovere la propria musica in tutto il Medio oriente e nei paesi
dell’ex Unione sovietica. Per questo Al jazeera mi ha cercato. Chissà,
magari potrei davvero far qualcosa per loro. Certo, non avranno una
gran voglia di cantare, ma può darsi che ascoltare musica li aiuterà a
sentirsi meglio”.
Una scelta forte, dunque.
“Sono pronto ad andare ovunque in Iraq – precisa -. Certo, capirei se
qualcuno dei miei musicisti si rifiutasse. Sarebbe comprensibile. Lo
sostituirei per l’occasione. Ma non rinuncerei per nessuna ragione.
Vorrei proprio cantare per loro perché sono convinto che le grandi
chance passino sempre attraverso i grandi rischi”.