23/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, si schiera: "Ritirate le truppe"
Enzo Ghinazzi“Spero che gli iracheni si riapproprino presto del loro Paese. Ormai è diventato un vero e proprio massacro e le nostre truppe devono andarsene. Questa è una scelta che si è rivelata sbagliata. Non sta portando a niente. E il governo deve ammetterlo”.
 
E’ con queste parole che Enzo Ghinazzi, in arte Pupo, ha preso posizione sulla questione in Iraq, spinto da un’intervista ‘a sorpresa’ rilasciata ad Al Jazeera, l’emittente televisiva del Qatar, divenuta famose anche perché scelta da Bin Laden per mandare in onda i suoi messaggi all’Occidente.
 
“Giovedì stavo presentando L’equilibrista, il mio nuovo disco, a villa Borghese a Roma, quando mi sono trovato davanti il corrispondente della tv qatariota – spiega Ghinazzi -. E’ stata una grande sorpresa. Sono stato felice di poter parlare con loro, di aver avuto la possibilità di esprimere a quel popolo la mia solidarietà. Anzi, mi sono anche offerto di cantare per loro, di fare un concerto per gli iracheni”.
 
Ha le idee chiare il cantautore, non usa mezzi termini. “Il mondo si cambia con le prese di posizione, col coraggio – precisa -. E io dico che la guerra in Iraq è stata un errore che i governanti dovrebbero riuscire ad ammettere. E’ chiaro che chi ha in mano il potere sia più esposto agli sbagli, ma il problema è che non sono altrettanto propensi ad ammetterli. Io ho un sogno: un mondo in cui la politica si basi sulla chiarezza. Basta menzogne, doppi sensi, giochi di parole. Abbiamo sbagliato? Rimediamo. Punto e basta”.
 
E parla dunque del concerto. “Ci sto pensando seriamente – racconta -. Là sono conosciuto. Fortunatamente rientro in quei cantautori italiani che sono riusciti a promuovere la propria musica in tutto il Medio oriente e nei paesi dell’ex Unione sovietica. Per questo Al jazeera mi ha cercato. Chissà, magari potrei davvero far qualcosa per loro. Certo, non avranno una gran voglia di cantare, ma può darsi che ascoltare musica li aiuterà a sentirsi meglio”.
 
Una scelta forte, dunque. “Sono pronto ad andare ovunque in Iraq – precisa -. Certo, capirei se qualcuno dei miei musicisti si rifiutasse. Sarebbe comprensibile. Lo sostituirei per l’occasione. Ma non rinuncerei per nessuna ragione. Vorrei proprio cantare per loro perché sono convinto che le grandi chance passino sempre attraverso i grandi rischi”.
 
Stella Spinelli
Categoria: Guerra, Pace
Luogo: Iraq