21/04/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



La lotta dei bananeros contro le multinazionali
Bananeras“Dare visibilità e sostegno alla lotta dei bananeros nicaraguesi è un obiettivo importante e urgente. Questa gente è impegnata dagli anni Novanta in una causa variamente ostacolata contro le multinazionali statunitensi, che negli anni Settanta detenevano il controllo della produzione e dell’esportazione di banane in Nicaragua. Queste sono accusate di palesi e perpetrate aggressioni ai diritti umani”. A raccontarlo è Giorgio Trucchi responsabile della Campagna Bananeros a Managua per l’associazione Italia-Nicaragua. “Negli ultimi mesi in particolare, la lotta condotta dagli ex-lavoratori delle piantagioni di banane si sta facendo dura. E’ gente gravemente malata a causa degli effetti devastanti dei pesticidi utilizzati dalle multinazionali, ed in particolar modo del Nemagon. E non hanno nessuna intenzione di arrendersi”.
 
Pur colpita da vari tipi di cancro, alterazioni nervose, problemi della pelle, cecità progressiva, sterilità totale o parziale, parte della popolazione nicaraguese si è coraggiosamente mobilitata nel gennaio di quest’anno, organizzando una lunga marcia (140 chilometri) e un presidio durato settimane nelle strade della capitale, Managua, per chiedere giustizia e per bloccare l’ultimo tentativo, in ordine di tempo, delle compagnie statunitensi, di ostacolare i processi in atto, che le vedono responsabili di centinaia di vittime ed incalcolabili danni umani e ambientali.
 
E’ del 23 dicembre 2003, infatti, la controdenuncia presentata dalla Dole Food Company e da altre compagnie, contro i contadini e i rappresentanti degli ex bananeros malati, che nel 2001 avevano chiesto e ottenuto dal governo nicaraguese l’approvazione di una legge specifica, la legge 364, e l’avviamento di un processo per ottenere risarcimenti e indennizzi. Le compagnie imputate non solo non riconoscono legittime le rivendicazioni mosse loro da migliaia di malati, da decine di associazioni e dagli stessi organi di giustizia nicaraguesi ma, appellandosi a vizi di forma che presentano gli atti del processo, accusano ora di truffa gli stessi querelanti.
 
“Un’offesa gravissima – spiega Trucchi - che ha scatenato l’interesse e la solidarietà manifestati dall’intera popolazione e dagli organi di informazione nazionali ed internazionali, che hanno dato appoggio, risalto e voce alla lotta dei bananeros. Le resistenze e l’indifferenza inizialmente manifestata dal governo sono state vinte dopo cinquantuno giorni di protesta ininterrotta. Il 22 marzo 2004 il presidente della repubblica, Enrique Bolaños, ha ricevuto e firmato con i rappresentanti dei bananeros un accordo che dovrebbe assicurare, se rispettato, l’appoggio del governo alla lotta ed alla difesa degli ex lavoratori”.
 
I manifestanti hanno lasciato Managua, ma sono loro stessi a non considerare la firma ottenuta come l’epilogo della lunga via crucis che li vede impegnati da decenni nel tentativo di intaccare i giganteschi meccanismi che regolano il sistema politico-economico del Nicaragua come di altri paesi del sud del mondo. E’ l’esperienza probabilmente a consigliare loro di tener alta la guardia e di diffidare della promessa giustizia istituzionale.
 
“Vista l’importanza che, nel portare a tale primo risultato, hanno avuto la solidarietà e gli organi di stampa nazionali – riprende l’esperto - il tentativo di dare un volto e una visibilità internazionale ai protagonisti e alle ragioni di questa nuova guerra invisibile ha ispirato una campagna di sensibilizzazione e di raccolta fondi per l’assistenza sanitaria agli ex-lavoratori delle piantagioni, promossa dalla associazione Italia-Nicaragua”. Si tratta di un ciclo di incontri in tutta Italia, attraverso i quali si potrà penetrare nella vicenda umana di questa gente, offesa, maltrattata e umiliata, che ha scelto di non arrendersi e di lottare contro i mulini a vento multinazionali.
Categoria: Diritti
Luogo: Nicaragua