30/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



L'intervento alla conferenza della Seemo, che ha denunciato le numerose aggressioni contro i giornalisti del Sud-Est Europa

Intervenendo a Belgrado ad una conferenza sul giornalismo investigativo organizzata dalla Seemo, l'Organizzazione dei media nel Sud-Est Europa che ha sede a Vienna, il presidente serbo Tadic ha ribadito l'impegno delle autorità nel perseguire chi aggredisce o uccide i giornalisti.

"Il vostro è un lavoro molto delicato - ha dichiarato il presidente alla platea - voi avete come missione quella di scoprire la realtà invisibile, di smascherare processi che sono pericolosi e che minacciano l'ordine economico di un paese. Il vostro lavoro è quello di controllare i rappresentanti dello stato e del governo". La "maggiore indipendenza possibile" dei giornalisti è indispensabile, ha detto Tanic, "per costruire e contribuire a una società matura".

Numerose sono state le denunce dei giornalisti di vari paesi che, a partire da lunedì scorso, hanno partecipato alla conferenza, in cui è emerso come le minacce provengano dagli ambienti politici ed economici, oltre che dalla criminalità organizzata.

Tra gli appelli lanciati dai giornalisti ai governi ed alle autorità dei paesi membri dell'organizzazione per garantire la libertà di espressione, anche quello del giornalista serbo Dejan Anastasijevic, noto per i suoi servizi sui crimini di guerra commessi durante la guerra dell'ex Jugoslavia degli anni Novanta: "Il governo e le autorità devono fare di tutto per instaurare un'atmosfera nella quale i giornalisti non vengano più minacciati o aggrediti".

Solo nel 2010, secondo una stima diffusa dalla Seemo, sono stati segnalati oltre 400 casi tra attacchi ed aggressioni contro giornalisti dei 20 paesi appartenenti all'organizzazione. dalla Turchia alla Bielorussia, dalla Moldova al Kosovo, dalla Serbia alla Bulgaria, Romania e Ucraina.

 

Parole chiave: Tadic, Seemo, giornalismo, Serbia
Categoria: Diritti, Media
Luogo: Serbia