dal nostro corrispondente
Nella capitale della meravigliosa Amazzonia brasiliana, per mesi teatro della
bizzarra, ipocrita e carnevalesca campagna elettorale dei due "sfidanti", queste
elezioni saranno ricordate come storiche, la fine di piú di un ventennio di ingiustizie
e corruzioni e il probabile inizio di una, giá da tempo, sperata rinascita sociale
ed economica.
A fronteggiarsi per la carica di sindaco c'erano due uomini molto diversi tra
loro, in stile, educazione, pensiero e condizione sociale: Amazonino Mendes del
Partito del Fronte Liberale, e Serafim Corréa, del Partito Sociale Brasiliano.
Commercianti, frati missionari, poliziotti, dottori, gente di strada, insegnanti,
taxisti, disoccupati, da ognuna di queste categorie di persone, nonostante le
loro differenze sociali, economiche, culturali, si ascoltano le stesse identiche
opinioni su Amazonino Mendes. “E’ il Cacique politico” si sente dire ad ogni angolo, termine generalmente utilizzato nella
cultura indigena per indicare il capo-villaggio, colui che prende la decisione
finale per la comunitá e su cui niente e nessuno puó nulla. Ecco, in questo caso
il termine viene ironicamente preso in prestito per evidenziare il grande potere
politico di Amazonino, che ha regnato, con i suoi alleati, a Manaus per ben ventidue
anni, ricoprendo per tre volte la carica di Governatore e di Sindaco e in due
occcasioni quella di Senatore e riuscendo sempre a indirizzare al potere candidati
del suo gruppo.
Il bilancio di questo ventennio: corruzione dilagante.
Dall'altra parte, Serafim. Uomo dalla faccia pulita che trasuda tenerezza e sinceritá,
a cui per il momento non si puó che credere. Economista, funzionario pubblico
per il governo federale da 28 anni, entra in politica nel 1986 ricoprendo per
due mandati la carica di consigliere. Nel 1996 e nel 2000 si candida a sindaco,
ma senza successo, e nel 2002 a governatore, con lo stesso risultato negativo.
Ma in questi giorni, la speranza di una sua vittoria era cosí forte da dare la
sensazione di riuscire a toccarla con mano. Nei volti di tanti, però, nel fatidico
giorno delle elezioni, si leggeva anche la paura di dover assistere ad una forte
azione illegale di convincimento e corruzione, l'ennesima, da parte di Amazonino
per battere il suo avversario. E cosí é stato, con la differenza che questa volta
la giustizia ha trionfato.

Per farsi giusto un’idea di come qui vadano le cose e del perché di questa grande
preoccupazione, basta un semplice e inconfutabile dato: il 70 per cento dei deputati è
implicato in processi per corruzione, per attivitá legate allo spaccio di droga
e per riciclaggio di denaro sporco. Una cifra impressionante. E come volevasi
dimostrare nei giorni a ridosso delle elezioni sono accaduti fatti incredibili,
che niente hanno a che fare con legalità e democrazia.
Funzionari del gruppo di Amazonino che in vari quartieri periferici consegnavano
30 Reais (ca. 10,00 €) per "votare la persona giusta" e ne promettevano altri
150 (ca. 50,00 €) in caso di vittoria.
Sabato sera sono stati perfino fermati undici pullman diretti a Manaus da Figuereto,
pieni di gente pronta a votare irregolarmente per Amazonino.
L'apice dello stupore é arrivato con la notizia dell'arresto di diversi collaboratori
di Mendes, come il candidato a vice-sindaco Bosco Saraiva del Partito del Progresso
Sociale e del vereador (consigliere) Sabino Castelo Branco che alle elezioni del 3 ottobre si era messo
in luce aggiudicandosi il massimo delle preferenze per la carica di consigliere:
60.000 voti.
Entrambi, insieme ad altri deputati federali come Francisco Garcia e Carlo Souza
del Partito Progressista, sono stati trattenuti dalla polizia federale per "politica
irregolare". Nelle loro auto sono stati trovati piú di 20.000 reais (ca. 6500,00
€) che stavano usando per comprare voti fuori dai seggi.
Tutto ció stupisce, ma fino ad un certo punto se si considera che Amazonino e
alcuni dei suoi alleati, fino a un mese prima del primo turno delle elezioni,
erano indagati per la scomparsa di una ingente somma di denaro destinato a un
grande progetto per cui il governo federale aveva stanziato la somma di 500.000.000
di reais (ca. 1.800.000 €) per la costruzione di 5.000 case popolari. Naturalmente
sono stati assolti.
Nonostante tutto, alle 17,40, appena quaranta minuti dopo la chiusura delle votazioni,
Manaus giá sapeva che a partire dal 1 Gennaio 2005 il nuovo sindaco della cittá
sarà Serafim Fernandes Corréa!
Sarafa ha vinto e con appena 25.187 voti di differenza rispetto ad Amazonino. Il 51,6%
contro il 48,3% sui 761.495 voti disponibili.
Serafim ce l’ha fatta, appoggiato addirittura da persone che ora ricoprono cariche
importanti e che in passato sono state introdotte in politica proprio da Amazonino.
L’ennesima testimonianza del profondo desiderio di cambiare volto a questa cittá.
Gente come Alfredo Do Nascimento, ex sindaco di Manaus, ora chiamato dal governo
Lula a Ministro dei Trasporti, hanno appoggiato da subito Sarafa. Il suo
volto era accanto a quello di Serafim in tanti dei giganteschi cartelloni pubblicitari
presenti per le strade, con sotto uno slogan molto diretto "Chegou a ora” (è arrivata
l’ora).

"Vitoria do povo, Sarafa è prefeito" (Vittoria dei poveri, Serafim è sindaco)
questo il titolo di diversi quotidiani.
Ora tutti sperano nella buona fede di Serafim e dei suoi alleati, nella sua integritá
morale, che non venga intaccata dall'aviditá e dalla sete di ricchezza.
Sperano nella loro sincera volontá di voltar pagina, di voler porre definitivamente
la parola fine all'ignobile sistema corruttivo che ha avuto la meglio in questa
cittá e in questo stato per molto tempo.
Non c’è che aspettarsi che fra qualche anno, Serafim e la sua Manaus diventino
un esempio per il mondo, per le tante, troppe Manaus sparse nei cinque continenti,
di come sia possibile una svolta politica, reale e tangibile di verso la Libertá
e Democrazia
Mauro Fiorucci