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Scritto da
Alfredo Somoza
Centodiaci anni immacolati, 33 scudetti, 3 coppe americane e 1 intercontinentale cancellati con un fischio. Il fischio della fine della partita di ritorno tra River Plate e Belgrano di Cordoba nella quale si doveva dirimere chi avrebbe giocato l'anno prossimo Serie B. Un dramma nazionale nel paese degli eccessi, dove il calcio più che essere "seguito" viene "palpitado", come un battito del cuore. Pilota di aviazione rimasti a casa giustificati perché "non con l'animo giusto", minacce di espatrio, lacrime e disperazione a go go. I social network in ebollizione raccontano di vendette storiche che finalmente si possono scatenare "ora siete RiBer, con la B" mi scrive l'amico "bostero" (cioè tifoso del Boca, ossia "merdaiolo"). "E' un dramma" scrive la cognata tifosa di una squadra che è stata almeno 20 anni in serie B. E' già, l'identificazione con i "grandi" riguarda anche i tifosi dei "Piccoli" in un rapporto di odio-amore che nasconde anche l'ammirazione per le squadre che hanno i grandi campioni che finiscono in Nazionale. Addirittura Maradona, simbolo vivente del Boca Juniors, ha augurato buona fortuna al River prima della partita decisiva. Forse perché, forte dell'esperienza napoletana sa che porta jella. Ma tanto vale, il River è in serie B e allora largo alla filosofia spicciola "non è la fine del mondo, ma certo siete il primo grande a sprofondare nella vergogna" scrive il congiunto "solidale". "C'è vita anche in B, si gioca un calcio migliore" tenta di consolare il fratello tifoso del Lanus. Ma l'onta rimane e nulla sarà mai come prima. Si pone addirittura un problema politico.
La TV di stato argentina ha comprato da due anni i diritti televisivi di Seria A per offrire le "partite gratis al popolo". Con River se ne va uN terzo dell'audience in Serie B, che viene trasmessa dall'arcinemico Gruppo Clarin. Un pasticcio in un anno elettorale. "Vedrai che dichiarano River Plate Patrimonio Sportivo dell'Argentina per poterlo riprendere in qualsiasi divisione giochi" mi sussurra all'orecchio il fantasma dell'indimenticabile Osvaldo Soriano, l'uomo che più di tutti capì l'essenza e l'anima del calcio. Finzione, realtà? Con il River in Serie B vale tutto: non era scritto nel copione della "passione di moltitudini argentina" e ora dovremo farci una ragione tutti, tifosi e nemici. Dopotutto, il 2012 sarà il primo anno dell'ultimo secolo nel quale non si giocherà il derby argentino, quel Boca-River per vedere il quale, diceva sempre Soriano, si affacciavano sullo stadio gli angeli.