Algeria. Il
14, 3 poliziotti sono rimasti uccisi nell'esplosione di un
ordigno piazzato a lato della strada dove passava un convoglio
militare.
India.
Il
13, 5 contadini sono stati uccisi dai poliziotti nei
pressi di Jaipur durante una manifestazione di protesta per la
mancanza di acqua. E' la seconda volta in meno di un anno che
manifestazioni di contadini finiscono in tragedia: il 27 ottobre
dello scorso anno altri 4 agricoltori perirono in simili circostanze.
La disponibilità d’acqua per la coltivazione dei campi è
uno dei problemi sociali più seri per lo Stato del Rajastan,
dove la maggioranza dei 56 milioni di abitanti vive dei frutti della
terra.
Kashmir
indiano. Il 10, 2 militanti islamici hanno perso la vita in
uno scontro vicino alla moschea Shiite nel villaggio di
Wullarhama, nel sud della regione. Lo stesso giorno altri 2
ribelli sono stati uccisi da soldati indiani nel distretto
settentrionale di Baramulla.
Il
13, un’autobomba è esplosa davanti a un liceo a
soli 30 chilometri dalla capitale Srinagar : 14 persone hanno
perso la vita e circa 100 sono rimaste ferite, tra cui diversi
studenti.
Il
15, un soldato indiano e 2 presunti ribelli sono morti in uno scontro a fuoco nel villaggio di Seer-Tsepora, a nord
di Srinagar.
Il
16, almeno 15 persone sono rimaste ferite quando i
ribelli hanno fatto esplodere una granata nella periferia di Pulwama.
L’insurrezione
dei militanti islamici contro l’esercito indiano nella regione
contesa da India e Pakistan è cominciata nel 1989 e finora ha
causato almeno 40mila vittime.
Sri
Lanka. Il 13, uomini non identificati hanno lanciato una
granata e sparato contro l'ufficio della Tamil rehabilitation
organization (Tro) a Batticaloa, nell'est del Paese. Due assistenti
della Tro sono rimasti feriti seriamente. Secondo l'ong si
tratterebbe del terzo attacco alla loro sede dalla firma del cessate
il fuoco tra ribelli delle Tigri tamil e governo nel febbraio 2003.
Nepal. Il
10, i maoisti hanno rapito il giornalista Bikram Giri in un
remoto villaggio vicino al confine indiano.
Lo stesso giorno i
ribelli hanno aperto il fuoco e lanciato ordigni contro un autobus di
linea provocando 8 morti e una trentina di feriti. L’attentato
è avvenuto nel distretto di Kavre, a circa ottanta chilometri
dalla capitale Kathmandu. Un nuovo, grave episodio, dunque, a meno di
una settimana di distanza da quello analogo del 6 giugno scorso che
ha causato oltre 30 vittime.
L’11,
6 guerriglieri sono rimasti uccisi per l’esplosione accidentale di
una bomba nel sud-ovest del Paese.
Il
13, presunti ribelli maoisti hanno assassinato il rettore
dell’università “Janpriya Multiple Campus”, Ganeshman
Palikhe, e le sue due guardie del corpo a Pokhara, nel centro del
Paese.
Dal
1996 i maoisti combattono contro l’esercito reale per rovesciare la
monarchia e instaurare una repubblica comunista. Una guerra che
finora ha causato oltre 12mila morti.
Thailandia.
Negli ultimi dieci giorni, 2 buddisti sono stati decapitatati e 4
musulmani, tra cui due amministratori pubblici, sono stati uccisi
a corpi di arma da fuoco nel sud del Paese.
Negli
ultimi 17 mesi le regioni meridionali della Thailandia sono state
teatro di violenze fra musulmani e buddisti che hanno provocato oltre
700 vittime.
Filippine.
Il 14, Il nuovo esercito del popolo (Npa), un gruppo di
guerriglieri comunisti filippini, ha teso un'imboscata a una
pattuglia dell'esercito regolare uccidendo 11 soldati e
ferendone gravemente almeno altri 3. L’Npa è attivo in
varie zone del Paese dal 1990.
Cecenia
(Fed. Russa). Continuano i combattimenti, i bombardamenti e gli
agguati in tutto il territorio della repubblica cecena. A darne
notizia sono solo l’agenzia russa Interfax e il sito
indipendentista ceceno Kavkaz Center.
Il
9 nel distretto di Nojai-Yurt 6 soldati russi e un
guerrigliero ceceno sono morti in un combattimento che è
durato due ore e ha visto l’intervento dell’aviazione russa.
Lo
stesso giorno nel distretto occidentale di Urus-Martan 8 soldati
russi sono morti nell’esplosione del furgoncino fatto saltare
dai guerriglieri ceceni.
Il
10 nello stesso distretto 16 soldati russi sono rimasti
feriti, e alcuni sono morti, quando gli indipendentisti ceceni
hanno imboscato un blindato e un camion militare su cui viaggiavano.
Lo
stesso giorno aerei ed elicotteri russi hanno effettuato
bombardamenti nei distretti meridionali di Nojai-Yurt e Vedenò.
Non si hanno notizie di vittime.
Lo
stesso giorno nel distretto occidentale di Urus-Martan L’11 nel
distretto di Grozny 2 poliziotti ceceni sono stati uccisi in
un agguato della guerriglia.
Il
14 nel distretto orientale di Shali 7 poliziotti russi sono
morti quando la loro jeep è stata centrata da una granata
lanciata dai guerriglieri.
Continua
intanto lo stillicidio di gli arresti e sparizioni di civili ceceni
ad opera dei servizi segreti russi e dei paramilitari kadyroviti
ceceni.
Il
9 ai margini di un villaggio nel distretto orientale di
Gudermes un ragazzo di 25 anni è stato trovato morto,
ucciso con un colpo alla testa, dopo essere stato arrestato nei
giorni precedenti.