17/06/2005versione stampabilestampainvia paginainvia



Il bollettino settimanale delle guerre e dei conflitti in corso n.23 - 2005 dal 9/6 al 16/6
guerriglieri somaliSomalia. Almeno 6 persone sono state uccise il 9 nel corso di scontri fra miliziani nel centro della Somalia. Il bilancio provvisorio porta a 36 il numero delle vittime degli scontri che da tempo oppongono diversi clan etiopi, fra i quali quello degli Galjeyil e quello degli Jajolo.

Burundi. Gli scontri fra l'ultimo gruppo armato del Burundi, le Forze di liberazione nazionale e l'esercito regolare hanno causato 7 vittime il 15. In Tanzania proseguono comunque i tentativi di negoziato tra ribelli e governo. Oltre all'uccisione di tre combattenti nella provincia di Bubanza, nel nord ovest, si è avuta notizia di altre quattro vittime. Sono due soldati governativi e altrettanti civili coinvolti in un'imboscata delle Fnl contro una pattuglia dell'esercito a nord di Bujumbura.

Sudafrica. Un membro del Movement for Democratic Change (Mdc) è stato ucciso in scontri tribali il 15 presso Johannesburg. L'Mdc, partito di opposizione in Zimbabwe, riunisce gli oppositori del presidente Mugabe, e ha comitati molto attivi anche in Sudafrica.
 
Israele e Palestina. Il 14, al campo profughi di Shati, nella Striscia di Gaza, un miliziano di Hamas è rimasto ucciso dall'esplosione della bomba che stava preparando per un attentato.  

Algeria. Il 14, 3 poliziotti sono rimasti uccisi nell'esplosione di un ordigno piazzato a lato della strada dove passava un convoglio militare.

contadini indianiIndia. Il 13, 5 contadini sono stati uccisi dai poliziotti nei pressi di Jaipur durante una manifestazione di protesta per la mancanza di acqua. E' la seconda volta in meno di un anno che manifestazioni di contadini finiscono in tragedia: il 27 ottobre dello scorso anno altri 4 agricoltori perirono in simili circostanze. La disponibilità d’acqua per la coltivazione dei campi è uno dei problemi sociali più seri per lo Stato del Rajastan, dove la maggioranza dei 56 milioni di abitanti vive dei frutti della terra.
 
Kashmir indiano. Il 10, 2 militanti islamici hanno perso la vita in uno scontro vicino alla moschea Shiite nel villaggio di Wullarhama, nel sud della regione. Lo stesso giorno altri 2 ribelli sono stati uccisi da soldati indiani nel distretto settentrionale di Baramulla.
Il 13, un’autobomba è esplosa davanti a un liceo a soli 30 chilometri dalla capitale Srinagar : 14 persone hanno perso la vita e circa 100 sono rimaste ferite, tra cui diversi studenti.
Il 15, un soldato indiano e 2 presunti ribelli sono morti in uno scontro a fuoco nel villaggio di Seer-Tsepora, a nord di Srinagar.
Il 16, almeno 15 persone sono rimaste ferite quando i ribelli hanno fatto esplodere una granata nella periferia di Pulwama.
L’insurrezione dei militanti islamici contro l’esercito indiano nella regione contesa da India e Pakistan è cominciata nel 1989 e finora ha causato almeno 40mila vittime.

Sri Lanka. Il 13, uomini non identificati hanno lanciato una granata e sparato contro l'ufficio della Tamil rehabilitation organization (Tro) a Batticaloa, nell'est del Paese. Due assistenti della Tro sono rimasti feriti seriamente. Secondo l'ong si tratterebbe del terzo attacco alla loro sede dalla firma del cessate il fuoco tra ribelli delle Tigri tamil e governo nel febbraio 2003.

soldati nepalesiNepal. Il 10, i maoisti hanno rapito il giornalista Bikram Giri in un remoto villaggio vicino al confine indiano. Lo stesso giorno i ribelli hanno aperto il fuoco e lanciato ordigni contro un autobus di linea provocando 8 morti e una trentina di feriti. L’attentato è avvenuto nel distretto di Kavre, a circa ottanta chilometri dalla capitale Kathmandu. Un nuovo, grave episodio, dunque, a meno di una settimana di distanza da quello analogo del 6 giugno scorso che ha causato oltre 30 vittime.
L’11, 6 guerriglieri sono rimasti uccisi per l’esplosione accidentale di una bomba nel sud-ovest del Paese.
Il 13, presunti ribelli maoisti hanno assassinato il rettore dell’università “Janpriya Multiple Campus”, Ganeshman Palikhe, e le sue due guardie del corpo a Pokhara, nel centro del Paese.
Dal 1996 i maoisti combattono contro l’esercito reale per rovesciare la monarchia e instaurare una repubblica comunista. Una guerra che finora ha causato oltre 12mila morti.

Thailandia. Negli ultimi dieci giorni, 2 buddisti sono stati decapitatati e 4 musulmani, tra cui due amministratori pubblici, sono stati uccisi a corpi di arma da fuoco nel sud del Paese.
Negli ultimi 17 mesi le regioni meridionali della Thailandia sono state teatro di violenze fra musulmani e buddisti che hanno provocato oltre 700 vittime.

Filippine. Il 14, Il nuovo esercito del popolo (Npa), un gruppo di guerriglieri comunisti filippini, ha teso un'imboscata a una pattuglia dell'esercito regolare uccidendo 11 soldati e ferendone gravemente almeno altri 3. L’Npa è attivo in varie zone del Paese dal 1990.

un ferito russo evaquato con elicotteroCecenia (Fed. Russa). Continuano i combattimenti, i bombardamenti e gli agguati in tutto il territorio della repubblica cecena. A darne notizia sono solo l’agenzia russa Interfax e il sito indipendentista ceceno Kavkaz Center.
Il 9 nel distretto di Nojai-Yurt 6 soldati russi e un guerrigliero ceceno sono morti in un combattimento che è durato due ore e ha visto l’intervento dell’aviazione russa.
Lo stesso giorno nel distretto occidentale di Urus-Martan 8 soldati russi sono morti nell’esplosione del furgoncino fatto saltare dai guerriglieri ceceni.
Il 10 nello stesso distretto 16 soldati russi sono rimasti feriti, e alcuni sono morti, quando gli indipendentisti ceceni hanno imboscato un blindato e un camion militare su cui viaggiavano.
Lo stesso giorno aerei ed elicotteri russi hanno effettuato bombardamenti nei distretti meridionali di Nojai-Yurt e Vedenò. Non si hanno notizie di vittime.
Lo stesso giorno nel distretto occidentale di Urus-Martan L’11 nel distretto di Grozny 2 poliziotti ceceni sono stati uccisi in un agguato della guerriglia.
Il 14 nel distretto orientale di Shali 7 poliziotti russi sono morti quando la loro jeep è stata centrata da una granata lanciata dai guerriglieri.
Continua intanto lo stillicidio di gli arresti e sparizioni di civili ceceni ad opera dei servizi segreti russi e dei paramilitari kadyroviti ceceni.
Il 9 ai margini di un villaggio nel distretto orientale di Gudermes un ragazzo di 25 anni è stato trovato morto, ucciso con un colpo alla testa, dopo essere stato arrestato nei giorni precedenti.

Categoria: Guerra
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