24/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



La bozza del vertice dei 27 propone l'introduzione di un meccanismo comunitario per ripristinare i controlli di frontiera nell'area europea

I governi dei paesi membri dell'Ue, riuniti in un vertice a Bruxelles, hanno deciso di incaricare la Commissione europea di elaborare, a partire da settembre, un sistema di reintroduzione dei controlli tra le frontiere dei Paesi dell'area Schengen. Il meccanismo non dovrà inficiare il principio della libera circolazione delle persone, e dovrebbe entrare in funzione solo in caso di "circostanze eccezionali che mettano l'intero funzionamento della cooperazione di Schengen a rischio".
L'esigenza di introdurre delle limitazioni, se pur "graduali, differenziate e coordinate", alla libera circolazione all'interno dell'Unione è dettata dalla volontà di fornire "assistenza a uno stato membro che si trovi ad affrontare una forte pressione alle sue frontiere esterne".

Tra le misure proposte, la bozza prevede "visite d'ispezione e sostegno tecnico e finanziario, così come assistenza, coordinamento e intervento da parte di Frontex". I controlli di frontiera interna saranno reintrodotti come estrema ratio, solo "in una situazione realmente critica in cui uno stato membro non è più in grado di adempiere ai suoi obblighi sotto Schengen per quanto riguarda la prevenzione dell'immigrazione illegale di persone provenienti da paesi terzi, con effetti negativi su altri stati membri". Il blocco delle frontiere, così come recentemente è avvenuto a Ventimiglia, potrà essere normativamente previsto dal meccanismo proposto, ma dovrà essere deciso solo sulla base di "specifici criteri oggettivi e di una valutazione comune, per uno scopo e un periodo di tempo strettamente limitati" e "tenendo conto della necessità di essere in grado di reagire in casi urgenti".