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Nel corso di un meeting che si è tenuto ieri a Washington, Stati Uniti e Giappone hanno confermato la decisione di chiudere la base dei marine situata a Futenma, nell'isola giapponese di Okinawa. Le operazioni avrebbero dovuto concludersi entro il 2014, ma la deadline è stata rimandata a causa dell'incapacità - da ambo le parti - di individuare un sito in cui ospitare la nuova base. "Dobbiamo impegnarci per determinare al più presto una possibile localizzazione", ha dichiarato il ministro della Difesa giapponese, Toshimi Kitazawa, che ha partecipato al summit insieme al suo omonimo americano, Robert Gates, al Segretario di Stato Hillary Clinton e al ministro degli Esteri giapponese Takeaki Matsumoto.
Futenma si trova in un'area densamente popolata del sud dell'isola, e per anni è stata un punto dolente nelle relazioni tra i due Paesi. Gli abitanti infatti lamentano l'eccessivo rumore (nonché l'inquinamento) dovuto alla presenza della base, e raccontano di marine violenti a volte ai limiti della criminalità. Le trattative per individuare un nuovo sito che possa ospitare le truppe si sono però arenate a marzo, in seguito al sisma che ha messo in ginocchio l'intero Paese.
Già nel 2006, Usa e Giappone avevano ipotizzato di spostare la base a Guam, un'isola statunitense nel Pacifico, nell'ambito di una generale ridefinizione della presenza militare americana nell'area. Pechino e Washington ritengono comunque essenziale mantenere l'alleanza militare tra i due Paesi, così da poter eventualmente fronteggiare la Corea del Nord e la Cina.