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I cittadini della California hanno versato più di quattro miliardi di dollari in tasse per finanziare le esecuzioni capitali nel Paese, da quando questa pratica è stata reintrodotta nel 1978. In altre parole, sono stati spesi circa 308 milioni di dollari per ciascuna delle tredici esecuzioni messe in atto da allora. Sono i dati che emergono da un'analisi sui costi della pena capitale condotta da un giudice federale, Arthur L. Alarcon, e da una professoressa di legge, Paula M. Mitchell, e raccontata sulle pagine del Los Angeles Times.
Dall'indagine, che ha richiesto circa tre anni di lavoro, si evince che per i costi aggiuntivi legati ai processi, al mantenimento della sicurezza nel braccio della morte e alla rappresentanza legale per i condannati si spendono ogni anno 184 milioni di dollari. Una cifra enorme, che deriva in buona parte dall'aumento dei crimini per i quali si può infliggere la pena di morte.
I due autori del rapporto hanno pareri divergenti su come risolvere la questione: per il giudice Alarcon i californiani vorranno comunque mantenere la punizione capitale per determinati reati, Paula Mitchell, invece, sollecita una completa abolizione della pena di morte.