Scritto per noi da
Dio Benedica l’Ambizione.
Che il fumetto non sia più soltanto “roba per bambini” è
cosa ormai nota, tuttavia stupisce trovare fumetti capaci di
emozionare con tanta delicatezza e profondità insieme. È
il caso di questo “Blankets”(coperte), un’appassionata
confessione di un giovane uomo in balìa di conflitti
individuali e universali come l’Amore, la Famiglia, la Fede.
L’autore, Craig
Thompson, proviene da una comunità evangelica nel nevoso
Wisconsin. Il destino sembrava indirizzarlo alla tranquilla carriera
del Pastore finché i casi della vita non lo hanno condotto
sulla strada (quanto mai trasgressiva) del disegno. In questa sua
seconda opera (vincitrice di riconoscimenti importanti come l’Harvey
e l’Eisner Awards nel 2004) Thompson affronta la sua prova più
ambiziosa, quella dell’autobiografia. E lo fa mettendosi
completamente a nudo, svelando tutti i penosi conflitti che lo hanno
infine portato a rinnegare il suo passato, famiglia compresa.
Destino segnato. Di certo Craig non
pensava che il suo destino fosse scritto. Già da bambino non
provava lo stesso compiacimento dei suoi coetanei nell’intonare le
lodi al Signore. L’unica cosa che gli piaceva fare era disegnare,
un’aspirazione che tuttavia non trovava grandi consensi nei suoi
educatori. Guai a nutrire desideri, gli dicevano. Guai a cambiare
questo mondo voluto da Dio, se non si vuole finire all’Inferno.
L’America di Craig
Thompson l’Inferno sembra conoscerlo assai bene. È stata
chiamata America Profonda: l’America della Bibbia e delle Pistole,
di George W. Bush e dei Cristiani Rinati.
Un’America fanatica e
intollerante, che vive nella paura e che rifiuta idee come
l’evoluzionismo, il razionalismo, la morte di Dio e l’educazione
sessuale – ma è qui che l’incerto Craig deve trovare la
propria strada, che gli piaccia o no.
A catechismo gli insegnano che
in Paradiso non serve disegnare e che l’Inferno è un luogo
doloroso dove nessuno ti dà ascolto, ma a Craig la faccenda
sembra più complessa di così. Passa il suo tempo a
fantasticare e a sentirsi in colpa per delle sciocchezze, finché
non incontra Raina, irrequieta ragazza da subito eletta sua Musa
Ispiratrice, che lo condurrà sul sentiero accidentato (e
immorale, e pericoloso, e magico) dell’Amore.
Per Raina il Paradiso è
una speranza e l’Eden è un ricordo, ma forse non crede più
né all’uno né all’altro. Le sue morbide forme non
sembrano accordarsi con una esistenza spigolosa divisa tra amici
ordinari e responsabilità non volute.
Raina sa che ogni Amore
prima o poi deve finire – anzi degenera, si scioglie come neve al
sole, ma non per questo esita a raccogliere il Frutto Proibito.
Quando Graig è ospite per due settimane a casa sua, lei gli
regala una coperta fatta di tanti pezzi di stoffa che sono come pezzi
della sua vita cuciti insieme.
Un giorno, camminando
sulla neve alta, dice a Craig “oggi non ho voglia di fare niente.
Voglio essere ambiziosa”, e si butta supina nella neve, formando
con le braccia due solchi che la fanno assomigliare a un angelo –
ma quella non è Raina, è l’amore di Graig per Raina,
è lo sguardo adorante che tiene sempre posato su di lei.
Ogni
volta che la vede Craig rende grazie a Dio per la Sua Creazione
Perfetta, miracolo Tempio in cui cogliere l’Eternità.
Nella notte prima di
dirsi addio i due si sfiorano a lungo sotto le coperte e si
promettono che non si lasceranno mai.
È vero – in un certo
senso accade proprio così. Ma il giorno dopo, nella sua
stanza, Craig capisce di essere di nuovo solo. Quegli spazi familiari
in cui aveva cercato Dio ora gli sembrano più piccoli, come
ricordi di giovanili illusioni. Tutta la neve si è sciolta in
Wisconsin.
Ora Craig è
cresciuto, almeno in parte. I suoi confini si sono allargati. La sua
Coperta è diventata una superficie sgombra di pensieri e di
esitazioni, un bianco foglio di carta su cui lasciare le ambiziose
tracce della sua vita incerta.