18/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Una questione di diritti e documenti: i familiari hanno diritto a consocere la situazione sanitaria dei loro cari

Il Parlamento spagnolo ha chiesto ai membri del Governo di Josè Luis Zapatero di impegnarsi in prima persona per fare da mediatore con gli Stati Uniti per l'intricata vicenda che riguarda i cinque uomini cubani condannati più di 12 anni fa per reati legati allo spionaggio.

I cinque agenti dell'intelligence cubana stavano lavorando per scoprire le mosse contro Cuba organizzate dai gruppi anticastristi di stanza a Miami e che notoriamente sono finanziati dalle lobby anticubane e dalla Cia.

Diversi partiti hanno portato davanti alla commissione Affari Esteri una proposta di legge (approvandola) che esorta l'amministrazione di Madrid a non fermarsi e continuare a "svolgere le azioni necessarie alle autorità statunitensi che, sulla base di motivi umanitari, permettano ai familiari dei cinque di ottenere la documentazione necessaria per far loro visita".

Oramai, sono dodici anni che l'Havana continua a portare avanti una campagna molto intensa per far conoscere la reale situazione dei cinque detenuti che sono stati accusati, fra le altre cose, di "cospirazione" e di spionaggio a favore del governo che in quel periodo era ancora presieduto dal Lider Maximo Fidel Castro.

Non si contano più gli appelli internazionali per chiedere alla giustizia statunitense la liberazione dei cinque agenti segreti la cui unica colpa era quella di cercare di evitare stragi e attentati a Cuba che avrebbero potuto causare danni incalcolabili e vittime.

La situazione però non è che in fase embrionale. E non mancano le polemiche a Cuba, in Spagna e anche negli Usa.

All'Havana, vedono con piacere il possibile intervento spagnolo ma come si legge dalle pagine dell'organo ufficiale del Partito Comunista Cubano il Granma, criticano le dichiarazioni rilasciate alcuni giorni fa da Juan Antonio Yanez Bernuevo segretario di Stato per gli Affari Esteri sui diritti umani nell'isola. Una spallata che potrebbe compromettere la possibile mediazione con Washington sul caso dei cinque.

Yanez-Barnuevo sostiene che nonostante apprezzabili passi avanti a Cuba la situazione dei diritti umani resta "preoccupante".

Dichiarazioni che risultano sorprendenti alla luce dei buoni rapporti fra i due stati. Dichiarazioni che dall'Havana definiscono "ridicole" e senza senso e che avvicinano l'amministrazione spagnola alla destra americana e ai conservatori spagnoli vicini alle idee di Aznar.

Sembra però che anche la comunità cubana presente in Spagna abbia da ridire qualcosa sul discorso di Yanez Bernuevo che sostiene che il governo Zapatero abbia dato asilo politico a 53 dei 115 cubani rilasciati dalle carceri dell'isola e a 647 loro familiari. Numeri che la comunità cubana non condivide. Sarebbero solo due infatti gli ex detenuti che avrebbero ottenuto dalla Spagna asilo politico.

 

Alessandro Grandi

creditschi siamoscrivicicollaborasostienicipubblicità