04/11/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Ogni anno due miliardi di persone si ammalano per quello mangiano e bevono

Mercato, Cuzco (Perù) - Foto di Omar MarcenarioDue miliardi di persone ogni anno intossicate dal cibo o dall’acqua. Se la maggior parte delle volte il tutto si risolve con malesseri o diarrea, rimangono comunque troppi i casi mortali, soprattutto, e ancora una volta, perché prevenibili. Soltanto in Asia, in un anno, muoiono circa 700.000 persone per casi isolati di malattie conseguenti all’alimentazione: non dunque per epidemie diffuse e generalmente portate all’attenzione del mondo dai mass media. Sono ancora di più coloro che, pur non perdendo la vita, rimangono debilitati per lungo tempo. E i Paesi in via di sviluppo pagano il prezzo più alto di questo inaccettabile numero di intossicazioni, come ha sottolineato Kerstin Leitner, del settore Sviluppo Sostenibile e Salute Ambientale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Il tema della sicurezza alimentare ha riunito da tutto il mondo i rappresentanti di diversi Paesi nel secondo Global Forum of Food Safety Regulators, che si è svolto a Bangkok, in Thailandia, dal 12 al 14 ottobre. Gli esperti di salute, agricoltura e commercio si sono confrontati su come migliorare i sistemi di sicurezza alimentare e come costruire una politica comune di aiuto reciproco fra le diverse nazioni, tutte coinvolte seppure a livelli differenti. “Hanno partecipato al Forum 394 persone provenienti da 90 Paesi e diverse organizzazioni non governative e internazionali” ci spiega Peter Ben Embarek, ricercatore dell’OMS nel campo della sicurezza alimentare (Food Safety Scientist). “Al momento attuale, stanno prendendo piede cambiamenti profondi e nello stesso tempo rivoluzionari dei metodi per la sicurezza alimentare in diversi Stati e i partecipanti hanno espresso il loro interesse nell’imparare da queste esperienze, con la prospettiva di rivedere i loro sistemi nazionali. E’ diventato molto chiaro che le malattie causate dal cibo sono un problema sia dei paesi sviluppati sia di quelli in via di sviluppo. La maggior parte delle malattie legate al consumo alimentare, come la salmonellosi o le campilobatteriosi (infezioni batteriche intestinali, ndr), si verificano comunemente in tutto il mondo”.

Fabbrica di tè, Sri Lanka - Foto di Francesca Lancini I rischi collegati all’alimentazione, comprendendo nel termine cibo e liquidi, possono avere diverse origini: a livello di produzione; per una manipolazione e conservazione impropria; per una scorretta preparazione e cottura in casa o in altri posti dove viene consumato il pasto. Sia la possibile contaminazione, e quindi il rischio associato al cibo, sia le conseguenze sulla salute delle persone vengono indirizzate e gestite in modo inadeguato a livello nazionale e dalle autorità internazionali responsabili del controllo sulla produzione del cibo stesso. Da qui l’importanza di uno sforzo coordinato a livello mondiale, per uniformare protocolli e regole di comportamento.

Durante il Forum è stata sottolineata l’importanza di imparare gli uni dagli altri, con approcci unificati e integrazione dei dati, e di lavorare insieme, attraverso collegamenti in tempo reale fra i diversi responsabili della sicurezza alimentare: “Il Forum ha testimoniato l’inaugurazione di una nuova rete elettronica interattiva fra le autorità nel campo della sicurezza alimentare (INFOSAN), che ha lo scopo di permettere un’interazione in tempo reale e di condividere informazioni ed esperienze sulla sicurezza alimentare” spiega ancora Peter Ben Embarek. La rete ha lo scopo anche di gestire al meglio e in tempi rapidi situazioni di emergenza, per esempio di fronte a epidemie.

Di fatto la stima di due miliardi di intossicati ogni anno riportata dal Forum rappresenta un dato presunto, sulla base dell’estrapolazione delle informazioni che arrivano dai Paesi più significativi. “L’OMS fornisce stime di morte per malattie con diarrea da cibo o acqua” racconta Embarek. “Globalmente, ogni anno, muoiono 1,8 milioni di persone per malattie conseguenti a tali consumi. Non è possibile separare le due origini, nella maggior parte dei casi collegate poiché l’acqua viene utilizzata per la preparazione del pasto. Altre malattie alimentari sono invece più specifiche di particolari regioni. Per esempio, nel Sud Est asiatico vi sono numerose malattie parassitarie (causate da germi trematodi), che derivano da usanze della popolazione, che consuma pesce crudo o poco cotto e così via. In tutto il mondo è stato stimato che 50 milioni di persone hanno questa infezione parassitaria: di questi, 40 milioni vivono nelle zone del Sud Est ed Est dell’Asia”.

Bambino peruviano che succhia una canna da zucchero - Foto di Omar Marcenario Purtroppo, ancora una volta, anche se il discorso interessa tutto il mondo e sembra non avere confini, a farne maggiormente le spese sono i Paesi più poveri, dove malattie infettive come salmonellosi, campilobatteriosi e colera hanno una mortalità alta. “In generale sono più a rischio i bambini e le persone immunocompromesse (in cui le difese immunitarie, rappresentate dagli anticorpi non sono in grado di proteggere dalle infezioni, ndr). Per alcune malattie come la listeriosi (tossinfezione alimentare, anche mortale, causata da un batterio, ndr), il gruppo più a rischio è formato da donne in gravidanza, anziani e soggetti immunocompromessi. Nei Paesi in via di sviluppo, le malattie diarroiche di origine alimentare sono particolarmente gravi nell’infanzia” spiega ancora Embarek.

Il primo Forum sulla sicurezza alimentare si era svolto in Marocco due anni e mezzo fa, e allora si era discusso sui principi basilari della sicurezza alimentare. Ora si è arrivati a un accordo sulle regole di base e a un movimento unitario nella medesima direzione, che valorizza l’importanza della collaborazione e dell’approccio integrato al problema. In questa dimensione si inserisce, oltre all’iniziativa della rete INFOSAN, il progetto “5 keys”, che sottolinea semplici azioni (illustrate in 25 lingue), da mettere in atto per ridurre i rischi: tenere pulite le mani e le superfici di lavoro in cucina, separare i cibi crudi da quelli cotti; cuocere accuratamente le pietanze; conservarle a temperature corrette; utilizzare acqua e ingredienti crudi sicuri. Sottolinea Embarek: “Si tratta di una serie di semplici consigli che una persona può applicare mentre cucina o prepara il pasto, per migliorare la sicurezza degli alimenti che consuma a casa. Il progetto intende diffondere questi messaggi a diversi gruppi (bambini a scuola, persone che manipolano il cibo, famiglie, venditori per strada e così via). Questo sarà fatto con l’utilizzo di poster e manuali di formazione adatti ai diversi tipi di pubblico, e attraverso Organizzazioni Non Governative, campagne nazionali, scuole eccetera”.

A Bangkok si è parlato anche di un possibile Golbal Forum numero 3, per l’interesse generalizzato a continuare sulla strada della collaborazione e dell’interazione fra tutte le zone del mondo. Nell’attesa, il sistema INFOSAN, al quale partecipano oltre cento Paesi, rappresenta già una forma virtuale di Global Forum, per una risposta unificata ed efficace.

Valeria Confalonieri

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