16/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Migliaia i profughi in fuga dopo la ripresa del conflitto tra governo e gruppi etnici separatisti. Timore di un'escalation delle violenze. L'appello di Pechino: "Moderazione delle parti e negoziati immediati"

Continuano gli scontri fra l'esercito birmano e i ribelli separatisti Kachin nel nord del Myanmar, al confine con la Cina. Almeno quattro persone sarebbero rimaste uccise dallo scoppio del conflitto lo scorso giovedì, mentre sarebbero già settemila, secondo quanto riportato dal giornale locale Kachin News Group, i profughi costretti a fuggire dai loro territori.

A far divampare focolai di guerra nell'area, i progetti economici cinesi che prevedono la costruzione, proprio nei territori Kachin, di gasdotti e oleodotti per il rifornimento energetico. Una questione che aggrava ulteriormente la già difficile relazione tra il governo centrale del Myanmar e le minoranze etniche, in lotta da anni per una maggiore autonomia.

Intanto la Cina ha lanciato un appello alle due parti affinché "moderino i toni e risolvano la disputa attraverso la via della negoziazione pacifica". Lo stesso ministero degli Esteri cinese ha dichiarato che sta "tenendo sotto controllo la situazione al confine", per evitare un'intensificazione del conflitto che avrebbe disastrose conseguenze sui suoi progetti economici.

 

Parole chiave: Myanmar, Cina
Categoria: Guerra, Risorse, Pace, Popoli
Luogo: Myanmar