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Il presidente Usa Barack Obama mette piede a Portorico (non accadeva dai tempi di Jf Kennedy) e promette un referendum con il quale i cittadini potranno decidere lo status politico dell'isola che attualmente è uno Stato Libero e Associato agli Usa.
Molta ironia ha attraversato i commenti alla notizia. "Obama si è reso conto della presenza della colonia di Portorico e ci sta dando qualche chance. Che bello sapere che c'è qualcuno che pensa a noi. Che gentile Obama a darci questa grande occasione. Mi sa che si è reso conto che il popolo di Portorico è maturo per decidere in autonomia del suo futuro. Ma è solo una mossa politica per le prossime elezioni presidenziali. A Portorico dobbiamo fare la rivoluzione" dice ironicamente Ruben Destilo, avvocato sostenitore dell'indipendentismo portoricano, uno dei personaggi più importanti ed influenti dell'isola.
Ma Obama va avanti. "Quando io e il mo staff abbiamo iniziato la campagna elettorale per le presidenziali - -ha detto il presidente - abbiamo messo Portorico non solo considerandolo una meta da coprire ma come un vero stato Usa. La decisone del referendum sarebbe un passo in avanti molto significativo per la questione status".
E poi via con una serie interminabile di salamelecchi all'isola e agli isolani, capaci nel corso del diciannovesimo secolo di fornire migliaia di soldati all'esercito Usa. Non una cosa da poco. Ma lo stesso Obama ha voluto sottolineare l'importantissimo contributo di Portorico allo sviluppo di tutti gli Stati Uniti. Non solo. Ha ricordato le tante persone che inseguendo l'american dream hanno abbandonato San Juan e le altre città per trasferirsi negli Usa. Molti di loro hanno sfondato e ottenuto successo, fama, denaro. Come nel caso di molte attrici, alcuni cantanti e tanti sportivi, impegnati soprattutto nel campionato Usa di basket.
"E' giunto il momento di fornire ai portoricani gli strumenti necessari a costruire in modo autonomo il proprio futuro. E per farlo daremo a ognuno dei suoi abitanti un nuovo impulso per continuare a inseguire il sogno americano che tutti noi condividiamo" ha concluso Obama.
Dietro queste belle parole però, si nascondono molte verità. Una su tutte la stima dei portoricani nei confronti del Congresso Usa e dell'amministrazione Obama. Mai come in questi ultimi due anni il movimento indipendentista si è fatto sentire. E mai come oggi nell'isola si respira voglia di autonomia.
La mossa del presidente Usa, nonostante le buone maniere con cui è stata posta, è da considerarsi solo ed esclusivamente una scelta ti comodo.
Almeno 4,6 milioni di cittadini portoricani vive, lavora e vota negli Usa. Da sempre la comunità boriqua è considerata di stampo progressista e quindi molto vicina alle posizioni democratiche di Obama che a sua volta cerca il loro consenso. Ma tutto questo perché? Semplicemente perché la comunità portoricana potrebbe votarlo in massa in quel della Florida (dove vive la maggioranza di loro) dove i cubani (vicini ai repubblicani) la fanno da padrone da troppo tempo.
Alessandro Grandi