03/03/2004versione stampabilestampainvia paginainvia



Fuggito Aristide, Haiti torna alla normalità. O almeno ci prova
scritto per noi da
Paola Erba
 
Bambine ad Haiti"C'è una relativa calma, qualche negozio è aperto, ma la gente non osa uscire di casa. Le milizie di Aristide hanno ancora molte armi". A parlare è Simon Pluess, del centro della Croce Rossa Internazionale di Port-au-Prince. "Gli ospedali funzionano pochissimo perchè non c'è personale. I trasporti sono difficili. Solo ieri siamo riusciti a recuperare 10mila kit di primo soccorso che giacevano all'aereoporto".
 
Ma al di là dell'insicurezza, sono in molti a "respirare un'aria diversa" da quando l'ex presidente se n'è andato. "E' difficile spiegarlo - dice Gerard Pierre Charles, uno degli esponenti di punta dell'opposizione pacifica - : con Aristide, tutto il Paese si sentiva perseguitato. Oggi, dopo giorni che dormivo fuori, sono finalmente a casa".
 
Spetterà ora all'opposizione pacifica (che si riunisce attorno alla Piattaforma democratica), trovare un compromesso tra le forze in gioco e ricominciare: "Prima di un nuovo governo - spiega Gerard - sceglieremo un primo ministro che soddisfi tutte le parti: opposizione politica, ribelli e anche alcuni settori delle Lavalas, il partito di Aristide" .
 
Le priorità della nuova amministrazione? "Cibo e sicurezza innanzitutto. Bisogna tornare a far funzionare la giustizia. Aristide ha creato uno stato di paura e ha distrutto la fiducia dei cittadini nella cosa pubblica".
 
Quanto al ruolo dei ribelli nel prossimo governo, Pierre Charles commenta: "Avranno probabilmente un posto, ma non privilegiato, perchè l'opposizione armata è solo una delle azioni che hanno provocato la fuga di Aristide. I ribelli hanno avuto il merito di portare Haiti sotto i riflettori internazionali, liberandoci del presidente prima di quando pensassimo. Nessuno di noi avrebbe mai immaginato uno sviluppo tanto rapido. Forse neanche il nuovo Capo di Stato, che ancora tace. Aristide sceglieva accanto a sè uomini che non potessero contestargli il potere. Boniface Alexandre è uno di questi. Per costituzione si trova la potere, ma di certo, non lo avrebbe mai immaginato".
 
Non usa mezze misure, Gerard, quando parla di Aristide e delle sue recenti accuse al governo statunitense, dal quale - secondo quanto dichiarato alla CNN - sarebbe stato portato via a forza. "E' un bugiardo - dice-. Per questo la gente non si fidava più di lui. Diceva di essere il padre dei poveri ed è uno degli uomini più ricchi del Paese. Si dichiarava 'uomo di pace' e assassinava gli oppositori politici".
 
Gerard non esclude però che dietro ai ribelli ci siano gli Stati Uniti: " Guy Philippe e i suoi uomini vivevano a Santo domingo. Per uscire di lì, qualche complicità devono averla avuta. Di quale natura, non lo sappiamo. Ma in fondo cosa importa? Aristide era finito politicamente prima ancora che i ribelli o gli Stati Uniti gli dessero il colpo finale. Per questo, non possiamo parlare di colpo di stato".
 
E intanto ieri i rappresentanti della Piattaforma democratica hanno incontrato i leader dei ribelli. Si è raggiunto un accordo perchè siano questi ultimi ad occuparsi della sicurezza in città. Si è poi deciso di formare un comitato tripartito che riunirà un rappresentante dell’ex partito di Aristide, Fanmi Lavalas, uno dell’opposizione e uno della comunità internazionale. Il comitato nominerà un Consiglio di saggi di nove membri, in rappresentanza di tutti i settori della società haitiana. Poi si sceglierà un primo ministro di transizione e infine il governo. Prima di nuove elezioni passeranno ameno diciotto mesi.
 
Ma non tutto fila liscio: ieri, dopo le trattative, il capo dei ribelli Guy Philippe si è autoproclamato capo della polizia e ha detto che non deporrà le armi. La risposta del portavoce del Dipartimento di Stato Usa, Richard Boucher, non si è fatta attendere: "Tutti i gruppi illegali e armati debbono disarmare -ha detto-. Bisogna che i ribelli si disperdano e tornino alle loro case. E’ in corso un processo di regolarizzazione costituzionale e in esso i ribelli non hanno alcun ruolo".
 
Per il momento Aristide è rifugiato a Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana, nel palazzo del Capo dello Stato François Bozizé. Nei prossimi giorni partirà alla volta del Sudafrica, che con ogni probabilità gli concederà asilo politico. Ieri, in un' intervista telefonica alla CNN ha detto di essere stato costretto con le armi dai militari Usa a lasciare Haiti. La Casa Bianca ha seccamente smentito le accuse.
Categoria: Guerra, Politica
Luogo: Haiti