14/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Le Spratly e le Paracelse sono contese da Pechino e Hanoi. Per le autorità cinesi, il problema verrà risolto attraverso 'amichevoli discussioni'

Le autorità cinesi hanno dichiarato che non faranno ricorso alla forza, né minacceranno di usarla, per risolvere la crisi riguardo al Mar Cinese del Sud, che vede una situazione di forte tensione fra la Cina, il Vietnam e altri Stati del Sud-est asiatico. Tutti questi Paesi, infatti, rivendicano la sovranità su alcuni gruppi di isole dell'area. Il portavoce cinese Hong Lei, nel corso di una conferenza stampa a Pechino, ha dichiarato che la Cina "ha sempre sostenuto che le dispute sulla sovranità devono essere risolte pacificamente attraverso amichevoli discussioni".

Nella giornata di ieri, il governo di Hanoi ha lanciato una serie di manovre navali al largo delle isole Spratly e Paracelse, contese tra Cina e Vietnam, in seguito ad alcuni incidenti tra navi cinesi e vietnamite che si sono verificati nel tratto di oceano al centro della disputa. Il possesso delle Spratly è rivendicato anche da Filippine, Brunei, Malaysia e Taiwan; le Paracelse sono contese invece solo da Pechino e Hanoi.

Tra le note di colore, l'iniziativa di un'associazione vietnamita, la "Nguyen Thai Hoc Foundation", che ha lanciato una petizione per modificare il nome del Mar Cinese Meridionale, rinominandolo "Mare dell'Asia Sud-orientale".

Parole chiave: Isole, sovranità, contesa
Categoria: Risorse, Politica, Popoli
Luogo: Cina