14/06/2011versione stampabilestampainvia paginainvia



Polizia antisommossa schierata a Zengcheng dopo gli incidenti del fine settimana

Polizia antisommossa schierata a Zengcheng, la città della Cina meridionale sconvolta da violenze nel fine settimana scorso. La calma sembra essere tornata ma, secondo la stampa di Hong Kong, la tensione rimane alta.

Le violenze erano scoppiate dopo che la polizia aveva maltrattato la venditrice ambulante Wang Lianmei, lavoratrice migrante incinta, che era caduta a terra mentre gli agenti la stavano allontanando dall'ingresso di un supermercato, dove stava vendendo la sua merce.

In seguito migliaia di persone - in gran parte lavoratori immigrati dalle province più povere del Paese - hanno dato l'assalto agli uffici governativi di Dadun, un sobborgo della città, incendiando almeno sei automobili della polizia.

Ieri l'agenzia Nuova Cina ha annunciato che 25 persone, considerate gli "istigatori" dei moti, sono state arrestate. Zengcheng, nella provincia del Guangdong, è uno dei centri dell' industria esportatrice cinese che gode di un vantaggio competitivo sui mercati mondiali anche grazie al lavoro a basso costo dei migranti. "Siamo pieni di rabbia...sembra che qui la legge non esista e che i funzionari locali possano fare quello che vogliono", ha dichiarato un immigrato che ha chiesto di non fare il suo nome.

Parole chiave: zengcheng, incidenti, lavoro
Categoria: Diritti, Migranti, Popoli, Economia
Luogo: Cina